TELECOM SECTOR - Le norme green rischiano di frenare i data center
E' necessario snellire le procedure che potrebbero rallentare gli investimenti. Non è escluso qualche impatto per TIM Enterprise

Fatto
Il Sole 24 Ore cita le linee guida del Mase (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica) per la sostenibilità dei data center, riguardanti strutture con generatori di emergenza che superano i 50 MW di potenza termica.
Gli investimenti nel settore potrebbero raggiungere i 15 miliardi di euro entro il 2025. Per i generatori con potenza tra 50 e 150 MW è richiesta la verifica di assoggettabilità alla Valutazione Integrata Ambientale (VIA), mentre per potenze superiori a 150 MW è necessaria la VIA completa.
Le linee guida promuovono l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale, l'autoproduzione di energia tramite fonti rinnovabili come il fotovoltaico e la geotermia, e il recupero dell'acqua per il raffreddamento degli impianti.
Nonostante l'approccio positivo, la complessità e le tempistiche dei processi autorizzativi potrebbero rallentare gli investimenti, rendendo necessaria una semplificazione per permettere lo svolgimento parallelo delle procedure, come la VIA e il permesso di costruire.
Effetto
Per evitare rallentamenti degli investimenti, è essenziale semplificare le procedure.
Non escludiamo qualche impatto per TIM Enterprise, che ha in programma l’espansione della capacità di alcuni dei suoi 16 data center (in particolare quello di Acilia) che oggi hanno una capacità complessiva di 100MW.
Non dovrebbero invece essere impattati dalla misura Rai Way, Unidata e INWIT, che stanno realizzando infrastrutture con potenze inferiore ai 50MW:
- Rai Way: realizzazione della prima parte del progetto a Roma, per circa 77 milioni di euro.
- Unidata realizzazione di un data center green a Roma tramite Unicenter (JV con Azimut). Ancora nella fase di due diligence per ottenimento dei permessi immobiliari. L'investimento modulare (due moduli da 8 MW l’uno, per un investimento complessivo di 110 milioni di euro, di cui 50 milioni a debito) consentirà a Unidata/Azimut di monitorare meglio i ritorni prima di impegnare risorse nel secondo modulo.
- INWIT: possibile realizzazione di data center regionali, con una capacità di 2-3MW. Investimenti capex da 10 milioni di euro per 1MW e 1 milione di Ebitda annuo.
Azioni menzionate
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