Stellantis - GM debole sui risultati
L'accordo USA-Giappone per la riduzione dei dazi sull'auto al 15% può avere una duplice lettura

Fatto
Ieri a mercati aperti GM ha riportato risultati 2Q25 leggermente meno peggio del previsto con ricavi di 47.2bn (2% YoY, cons. 45.9), EBIT di 3.0bn (-32% YoY, cons. 2.9), EPS 2.53 (-17% YoY, cons. 2.35) e FCF di 2.8bn (-47% YoY, cons. 3.5), anche se a livello divisionale la regione chiave Nord Amercica ha riportato margini inferiori al previsto (6.0% vs 6.7% cons.).
La guidance 2025, la quale implica un calo dell’EBIT superiore al 30% nel 2H vs il -21% dell’1H, è stata confermata ed è coerente con le attese di consenso. Tutti i driver sono stati confermati: impatto lordo dazi $4-5bn, compensato al 30%, effetto prezzi in Nord America +0.5/+1.0%, divisione International e Financial confermate sui livelli già visti in precedenza. per il 2026-27, la società si aspetta CapEx sui 10-12bn, un livello comparabile rispetto al 2025 e superiore alle attese di consenso che si aspettavano una moderazione a 8.7bn.
Secondo Reuters, i produttori di auto americani sarebbero preoccuapati dall’accordo tra Stati Uniti e Giappone che abbassa i dazi sulle auto al 15% dal 25% precedente.
Questo dazio è inferiore rispetto al dazio applicato sulle importazioni da Messico e Canada ovvero da dove loro importano maggiormente, mentre le importazioni dal Giappone rappresentano solo un competitor.
Effetto
Nonostante i risultati siano stati nel complesso migliori delle attese, il titolo GM ha reagito negativamente probabilmente per un margine Nord America più debole del previsto, la conferma di un 2H debole e CapEx visti su livelli elevati anche nel 2026-27.
La notizia sull’accordo Stati Uniti-Giappone che porta i dazi sulle auto dal 25% al 15% si presta a due letture differenti. In prima battuta la notizia è negativa in quanto i produttori giapponesi sono competitor temibili che si troverebbero ad avere un vantaggio competitivo rispetto ai produttori EU, MEX e CAN, come appunto STLAM.
Per contro, l'accordo segnala che il 25% di dazio sulle auto, che finora è stato tenuto distinto dai dazi generali come quelli su acciaio ed alluminio, non è un tabù invalicabile, e che può essere oggetto di negoziazione, il che lascia sperare che venga ridotto anche per gli altri paesi, ribilanciando la situazione competitiva su livelli più bassi per tutti.
Azioni menzionate
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