INWIT - Tagliamo target e raccomandazione
Risultati del 4Q23 e per l’anno fiscale 2023 in linea con le nostre stime e con il consenso.

Fatto
Risultati del 4Q23 e per l’anno fiscale 2023 in linea con le nostre stime e con il consenso.
I target medi del 2024 sono inferiori di circa l'1/2% al consenso, mentre le prospettive per il 2026 sono sostanzialmente coerenti con le stime precedenti.
Feedback neutro dalla conference call: nonostante le linee guida CapEx più elevate (€800 milioni, con picco nell’anno fiscale 24), il management ha ribadito la fiducia nel punto medio dell’intervallo RFCF del 2026: oltre il 60% dei ricavi è già contratto, prevalentemente con locatari di riferimento, con una chiara visione su un ulteriore 20%. L'aumento di €150 milioni di CapEx nell'orizzonte del piano è controbilanciato dalla generazione di EBITDAaL (anche se non migliorata rispetto al precedente business plan), poiché il Gruppo prevede di uscire dal 2026 con un EBITDAaL superiore di >€200 milioni rispetto al 2023.
Valutazioni sull'uscita di Vodafone dall'Italia: minore appeal M&A per INWIT? Il management vede un impatto neutrale dall’accordo Vodafone/Fastweb, prima di considerare il potenziale vantaggio derivante da un contesto industriale più sostenibile per investire in una nuova copertura/densificazione 5G.
Siamo d’accordo sul fatto che l’accordo non avrà implicazioni operative poiché influenzerebbe principalmente il mercato fisso.
Effetto
Abbassiamo il giudizio a Neutrale da Molto interessante e il target price a 12,0 euro da 15 euro.
Declassiamo il titolo poiché:
a) il Business Plan aggiornato, nonostante la proiezione di CAGR simili per ricavi, EBITDAaL e FCF ricorrenti, presuppone un CapEx di sviluppo più elevato di €50 milioni/anno rispetto al vecchio BP, che è inevitabilmente destinato ad assorbire il capitale FCF e aumento della leva finanziaria;
b) l’uscita di Vodafone dall’Italia potrebbe ridurre la possibilità di un’acquisizione di minoranza da parte di Vantage Towers nel breve termine.
Riduciamo il nostro target price basato su DCF a 12 euro rimuovendo il premio speculativo (in precedenza 10%) su un FV ridotto di € 12,0 (in precedenza € 13,7), come risultato di maggiori CapEx/vendite in perpetuo (da 6 % all’8%) e una crescita terminale più bassa (dal 2,2% al 2,0%, in linea con un’ipotesi IPC a lungo termine).
Opportunità al rialzo potrebbero derivare dall’opzionalità del bilancio, con un margine finanziario fino a 1,5 miliardi di euro entro il 2026 (ipotizzando una leva finanziaria di 5,0-5,5x rispetto al nostro 4,1x) per pagare dividendi/riacquisti aggiuntivi fino a 1,5 €/azione e un potenziale riacquisto -rating da una riduzione dei tassi di interesse.
Al nostro target, il titolo verrebbe scambiato a 19,1x 2024E EV/EBITDAaL (attualmente 17,6x), al di sotto dei multipli impliciti nelle recenti operazioni di M&A (entrambe le cessioni del portafoglio di torri di CLNX nei paesi nordici e in Irlanda a 24x), e un rendimento RFCF del '26 del 6,6% (attualmente 7,3%).
Azioni menzionate
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