Prysmian - Intervista al Ceo Massimo Battaini

E al responsabile della divisione Transmission

Autore: Redazione
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Fatto

Nelle due interviste, il management di Prysmian approfondisce il razionale strategico dell’acquisizione di Xtera, realizzata in partnership con Fincantieri. L’AD Massimo Battaini sottolinea come l’operazione (~€60mn) consenta a Prysmian di colmare un tassello tecnologico chiave nei cavi sottomarini, grazie ai ripetitori ottici che permettono trasmissioni su lunghe distanze, rendendo il gruppo un operatore verticalmente integrato.

Battaini ribadisce inoltre la solidità del posizionamento competitivo del gruppo, l’interesse per ulteriori acquisizioni nel 2026 e i benefici derivanti dai dazi USA introdotti sotto l’amministrazione Trump, che penalizzano i concorrenti asiatici.

Vengono anche citati l’impatto negativo del dollaro debole sui margini 2025, la centralità del mercato USA, l’opzione di un possibile double listing a Wall Street e le prospettive di crescita legate alla transizione energetica e alle interconnessioni delle reti europee. Nell’intervista a Raul Gil (divisione Transmission), l’attenzione si concentra invece sul ruolo strategico dei cavi sottomarini per l’AI: gli hyperscaler come Google e Microsoft sono indicati come clienti chiave, con Xtera che rafforza capacità tecnologiche, sicurezza delle infrastrutture e sinergie industriali, con integrazione attesa semplice e benefici di business già dal 2026.

Effetto

Le interviste rafforzano il razionale industriale e strategico di Prysmian: l’acquisizione di Xtera appare coerente con la traiettoria di crescita nei cavi sottomarini ad alta complessità, un mercato strutturalmente in espansione grazie a data center, AI e transizione energetica.

La verticalizzazione (cavi + ripetitori + posa) aumenta le barriere all’ingresso, migliora il potere di prezzo e riduce il rischio di esecuzione sui grandi progetti turnkey. Positivo anche il riferimento ai dazi USA come fattore competitivo, che potrebbe tradursi in ulteriori guadagni di quota di mercato negli Stati Uniti.

In prospettiva, la disponibilità del management a valutare M&A nel 2026 suggerisce un potenziale upside opzionale. Nel complesso, il messaggio è coerente con una visione di crescita sostenibile, supportata da megatrend di lungo periodo e da un posizionamento tecnologico difficilmente replicabile, elementi che continuiamo a ritenere centrali per la creazione di valore nel medio-lungo termine.



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