POSTE - MEF: un portavoce smentisce le voci di cessione della quota
La società capitalizza in borsa circa 13 miliardi di euro
Fatto
Poste si risolleva dai minimi dell'apertura, toccati con un calo del -2% circa.
Il Ministero dell'Economia non ha in corso alcun processo per ridurre la propria partecipazione in Poste italiane, ha detto un portavoce del ministero in relazione a un articolo di stampa che ha riportato stamani di un piano per vendere l'intera partecipazioni detenuta da Via XX settembre.
Effetto
Il Sole 24Ore di stamattina riporta che il MEF avrebbe allo studio per il 2024 la cessione della sua partecipazione pari al 29.36% del capitale in Poste Italiane attraverso una tradizionale OPV, un'Offerta Pubblica di Vendita rivolta a investitori istituzionali e retail.
L’operazione rientrerebbe negli obiettivi indicati dalla Nadef in termini di incassi da privatizzazioni per il prossimo triennio (circa 20 mld) e che per ora ha visto solo la cessione del 25% del capitale di MPS lo scorso 20 Novembre.
Nel commento di stamattina abbiamo scritto che ci sembra improbabile che il MEF decida di cedere la totalità della propria quota in Poste (29,36%) rinunciando così totalmente al flusso annuo di dividendi (250 mln al MEF nel 2022).
Riteniamo che il MEF possa decidere semmai di vendere una quota, mantenendo allo stesso tempo una quota del 10% circa che, sommata al 35% attualmente in mano a CDP, assicurerebbe comunque un controllo da parte del Governo sulla governance societaria.
Ricordiamo che attualmente Poste Italiane è il maggiore detentore di debito pubblico italiano (stimiamo più di 130 mld, di cui circa il 52% nella divisione assicurativa e circa il 48% nella divisione finanziaria).
In questo articolo
Azioni menzionate
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