Poste Italiane - Scalata TIM, Postepay al centro delle sinergie

Il costo dell’acquisizione è di 684 milioni di euro, pari a un prezzo per azione di 0,2975 euro, con uno sconto del 5% rispetto al prezzo di mercato

Autore: Redazione
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Fatto

Poste Italiane ha annunciato un contratto per acquisire da Vivendi azioni ordinarie di TIM pari al 15% del totale. Il completamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2025, e Poste, che già detiene il 9,81% delle azioni di TIM, raggiungerà una partecipazione del 24,81%, diventando il principale azionista del gruppo.

Il costo dell’acquisizione è di 684 milioni di euro, pari a un prezzo per azione di 0,2975 euro, con uno sconto del 5% rispetto al prezzo di mercato. L'operazione è subordinata all'approvazione dell'Autorità Antitrust.

Poste Italiane considera l’investimento strategico, con l'intenzione di assumere un ruolo di azionista industriale a lungo termine, promuovendo sinergie tra Poste e TIM e favorendo il consolidamento del mercato delle telecomunicazioni in Italia. Inoltre, sono in fase avanzata le trattative per permettere a Postepay di utilizzare la rete mobile di TIM a partire dal 2026. Sono in corso anche discussioni su potenziali partnership industriali nei settori della telefonia, servizi ICT, media, servizi finanziari, assicurazioni, pagamenti e energia.

 

Effetto

L’operazione è coerente con quanto riportato dalla stampa nelle settimane precedenti, quindi era già in parte prevista. Dal punto di vista finanziario, considerando la solida liquidità di Poste (5,6 miliardi di euro tra cassa e linee di credito non utilizzate), riteniamo che l'investimento non rappresenti un rischio per la politica dei dividendi.

A breve termine, l'unico impatto per PosteMobile sarà il passaggio dall’utilizzo della rete Vodafone a quella di TIM, mentre le sinergie industriali e commerciali tra le due aziende potrebbero concretizzarsi nel medio-lungo periodo.

Pertanto, non vediamo giustificazioni immediate di carattere industriale per l’aumento della partecipazione di Poste in TIM, ma considerato il prezzo di acquisto, l’investimento potrebbe risultare remunerativo se, con il riequilibrio della governance di TIM, si sbloccassero iniziative di creazione di valore, come la riduzione del capitale sociale, la conversione delle azioni di risparmio, la cessione di partecipazioni e il consolidamento del mercato.



Azioni menzionate

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