Poste Italiane - Confermiamo la view positiva

Riteniamo che la nuova politica dei dividendi stabilisca un potenziale “floor al prezzo del titolo”

Autore: Redazione
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Fatto

Poste Italiane ha riportato ricavi 4Q24 migliori delle nostre attese, mentre il Net Profit è risultato in linea.

Ricavi totali +6% YoY e EBIT adjusted +22% YoY, escludendo l’impatto degli oneri sistemici destinati al fondo di garanzia assicurativa (€19mn) e quello relativo al pagamento di €341mn relativi ad una valutazione volontaria del rischio concordata con l'Agenzia delle Entrate sui Tax Credit.

L'utile netto del Gruppo è stato di € 418mn (vs €410mn del 4Q23).

La principale sorpresa è stata il Dividendo a €1.08ps vs attese per €1.00ps.

Anche la guidance per il FY25 è risultata in linea con le aspettative, mentre c’è stata una sorpresa positiva in termini di dividend policy che ora punta a un payout ratio annuale del 70% e a un payout cumulativo di ~€7.5bn nel periodo 2024-28.

Effetto

Rivediamo le nostre stime, allineando le proiezioni per il FY 25 agli obiettivi del management e mantenendo l'attuale traiettoria di crescita per gli anni successivi.

Aggiorniamo le nostre previsioni sui DPS per riflettere la nuova politica di payout ratio al 70%.

Aggiorniamo la nostra valutazione, basata su un DDM e SOP eliminando dalla SOP la quota di Anima in seguito al commitment di Poste ad aderire al PTO di Banco BPM e la quota di Nexi a seguito dello scambio azionario con CDP che consente a Poste di diventare un azionista rilevante di TIM con il 9.81%.

Riteniamo che la nuova politica dei dividendi stabilisca un potenziale “floor al prezzo del titolo”, anche se riteniamo che l'attuale prezzo del titolo sembra già rifletterlo.

Tuttavia, non includiamo le sinergie industriali derivanti dall'investimento in TIM, ma un futuro aumento della partecipazione (al momento non in discussione secondo le indicazioni del management) potrebbe essere considerato un rischio potenziale.

Inoltre, la tempistica del collocamento da parte del MEF rimane incerta: il collocamento del 14% potrebbe aumentare la liquidità, con limitati rischi di ribasso a breve termine dato l'elevato coinvolgimento previsto di investitori retail e istituzionali nazionali.

 



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