Poste Italiane - Possibile accelerazione sul deal PagoPa

Operazione possibile grazie agli introiti da Anima e Nexi

Autore: Redazione
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Fatto

I proventi attesi dalla stake in Anima dopo l’incremento del prezzo offerto da Banco BPM nel contesto dell’OPA promossa sulla totalità del capitale della stessa Anima sarebbero pari a €266mn.

A questi si aggiungerebbero ~€200mn relativi alla cessione a CDP della stake pari al 3.5% di Nexi che dovrebbe essere approvata dal CdA entro il prossimo 21 febbraio. Questi proventi verrebbero utilizzati per l'acquisizione del 9.8% di TIM da CDP (~€450mn).

L'uscita dal capitale di NEXI potrebbe fornire “spazio Antitrust” per procedere alla già ventilata acquisizione di una quota di minoranza in PagoPa.

Effetto

Il Decreto PNRR, approvato nel marzo del 2024, aveva previsto la possibilità di cedere a Poligrafico di Stato e Poste Italiane le attività della piattaforma per i pagamenti legati alla pubblica amministrazione PagoPA attualmente detenuta dal Ministero delle Finanze.

Secondo quanto previsto dal Decreto PNRR, Poligrafico di Stato dovrebbe avrebbe la maggioranza (51%) e Poste Italiane il restante 49%. Il valore delle attività dovrebbe essere determinato da un perito esterno.

Attualmente PagoPA è utilizzato per diverse tipologie di pagamento da molti operatori come la stessa Poste e diverse banche inizialmente avevano avanzato dubbi sull’operazione.

Questi dubbi avevano stoppato il potenziale deal anche considerando che l’Autorità garante della concorrenza aveva espresso a sua volta dubbi, non riguardo la modalità di definizione del prezzo, ma sul fatto che la privatizzazione dell’asset non considerasse la possibilità di procedere tramite un'asta competitiva aperta a più operatori (altre banche che attualmente utilizzano il sistema di pagamenti).

La risposta del governo era stata un emendamento al Decreto Pnnr che stabiliva limiti precisi in termini di governance e in termini di modifica delle condizioni competitive nei confronti di Poste Italiane. Dopo la cessione della quota in Nexi, riteniamo che questo deal possa tornare al centro dell’attenzione riducendo ulteriormente le preoccupazioni Antitrust riguardo il business dei pagamenti digitali di Poste Italiane. 

Riteniamo che PagoPA sia una piattaforma interessante e di valore. Per Poste difficile stimare eventuale cash-out per l’acquisizione di una quota rilevante che tuttavia non ci aspettiamo possa rappresentare un elemento di rischio della futura politica di distribuzione di dividendi.

Lo scorso anno, il CEO di Poste, Del Fante, commentando le indiscrezioni riguardo questa potenziale operazione, aveva dichiarato che nonostante PST sia pronta a comprare il 49% di PagoPA, i numeri alla base della transazione avrebbero un impatto limitato sui target del Gruppo.

Vedremmo positivamente questa operazione per Poste anche alla luce del fatto che PagoPA rimarrebbe una piattaforma aperta e potrebbe sostituire la notifica di atti pubblica ai cittadini attualmente effettuata anche attraverso il servizio postale dalla stessa Poste.  



Azioni menzionate

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