Poste e Poligrafico vicine all’acquisizione del 100% di PagoPa

L’operazione è attesa per inizio ottobre

Autore: Redazione
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Fatto

Il Tesoro Poligrafico e Poste Italiane sono pronte ad acquisire il 100% di PagoPa, piattaforma digitale utilizzata per i pagamenti verso la PA e controllata dal MEF, con una ripartizione del 49% a Poste e 51% al Poligrafico.

L’operazione, attesa per inizio ottobre, valorizzerebbe la società intorno ai €500mn. Nel 2024 PagoPa ha registrato ricavi in crescita del 51.7% a €117.8mn, un utile netto di €9mn (+22.3%) e un margine operativo lordo salito a €17.5mn da €15.9mn. Il controvalore delle transazioni effettuate tramite la piattaforma è stato pari a €93.5bn.

Effetto

Il decreto PNRR approvato a marzo 2024 prevedeva la possibile cessione a Poligrafico di Stato e Poste Italiane degli asset di PagoPA (la piattaforma di pagamenti della pubblica amministrazione) attualmente detenuti dal MEF.

Attualmente PagoPA è utilizzata per diversi pagamenti da numerosi operatori, tra cui Poste; inizialmente diverse banche avevano manifestato dubbi sull’operazione, che avevano temporaneamente ritardato un possibile deal, anche considerando che l’Antitrust aveva sollevato perplessità sul fatto che la privatizzazione non prevedesse una gara aperta anche alle altre banche che attualmente usano il sistema di pagamento. La risposta del governo fu un emendamento al decreto PNRR che impose limiti chiari a Poste Italiane in tema di governance e modifiche delle condizioni competitive.

Riteniamo PagoPA una piattaforma attraente e di valore. Anche se la valorizzazione pari a €500mn ci sembra elevata, per Poste non prevediamo che questo deal possa compromettere la futura politica sui dividendi. Lo scorso anno, l’AD di Poste Del Fante affermò che, nonostante Poste fosse pronta ad acquisire il 49% di PagoPA, i numeri sottostanti all’operazione avrebbero avuto un impatto limitato sugli obiettivi del Gruppo. Accogliamo positivamente questo deal per Poste, anche considerando che PagoPA resterebbe una piattaforma aperta e potrebbe sostituire la gestione dell’invio di documenti ufficiali alle persone, attualmente svolta da Poste.



Azioni menzionate

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