Poste Italiane - La privatizzazione è ancora un obiettivo

... ma le tempistiche si sono allungate

Autore: Redazione
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Fatto

Nel weekend, il Messaggero ha riportato che la privatizzazione di Poste Italiane (il MEF possiede il 29.26%) è ancora un obiettivo, anche se al momento è sospesa, in quanto Poste si starebbe concentrando sulla strategia da implementare dopo l’acquisizione del 25% di TIM. L’operazione rientra nell’obiettivo del MEF di raggiungere nel periodo 2024-2026 un valore di circa l'1% del PIL o €20bn.

Effetto

La seconda tranche di privatizzazione di Poste Italiane (~15% del capitale) era dapprima prevista per l'estate 2024, poi per l'autunno 2024, poi per la primavera 2025, poi per l'estate 2025. Riteniamo che considerando il corso del titolo negli ultimi mesi (il 14% attualmente vale €3bn), il MEF abbia fatto la scelta giusta nel rimandare. Allo stesso tempo ritemiamo che senza la tranche di Poste, l'obiettivo dei €20bn nel periodo 2024-2026 possa diventare molto difficile da raggiungere.

Considerando però che attualmente il responsabile del MEF per le privatizzazioni, Marcello Sala, starebbe lasciando il MEF per essere nominato nuovo presidente di NEXI, e alla luce dell’acquisizione di quasi il 25% di TIM, avvenuta in due tranche nel corso delle ultime settimane, il processo di privatizzazione possa essere ritardato e per questo non ci aspettiamo che il collocamento avvenga a breve. Riteniamo che il primo periodo utile per considerare questa operazione possa essere l’autunno del 2025.



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