POSTE ITALIANE - L’Antistrust impone di aprire gli uffici ai concorrenti per la vendita di energia

Crediamo che, come accaduto in passato su questioni simili (offerta telco di Poste ), gli impatti per Poste saranno irrilevanti.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

L’antitrust ha deliberato che Poste Italiane avrebbe ostacolato la concorrenza perché, stando a quanto riportato nel bollettino dell’Autorità pubblicato ieri, avrebbe omesso di offrire, a fronte di esplicita richiesta, ai concorrenti della controllata PostePay nel segmento luce e gas , l’accesso alla rete di uffici postali per la pubblicizzazione e vendita di servizi di luce e gas.

La questione deriva dal fatto che le utility (Iren, A2A, Eni Plenitude e Aiget) si appellano al fatto che la capillare rete di Poste beneficia di contributi dello Stato per garantire il servizio universale e quindi non può far beneficiare solo alla controllata PostePay della possibilità di vendere energia e gas nella rete.

L’antitrust quindi impone a Poste di garantire ai concorrenti di Postepay che ne facciano richiesta l’accesso a tutti gli uffici postali non compresi nel progetto Polis, secondo le modalità definite da Poste Italiane.

Effetto

Non ci aspettiamo impatti rilevanti per Poste da questa iniziativa nata da segnalazioni di alcuni concorrenti nel settore energia e gas (A2A e Iren).

Attendiamo il responso del ricorso che Poste Italiane ha già comunicato di voler effettuare presso la Giustizia Amministrativa.

Crediamo che, come accaduto in passato su questioni simili (offerta telco di Poste ), gli impatti per Poste saranno irrilevanti.



Azioni menzionate

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