Poste Italiane - Incrementa la partecipazione di TIM al 27,32%
Il superamento temporaneo della soglia OPA non rappresenta, a nostro avviso, un elemento critico,

Fatto
Poste Italiane ha annunciato di aver acquisito la partecipazione residuale pari al 2,51% in azioni ordinarie di TIM detenuta da Vivendi, per un esborso complessivo di €187mn, finanziato mediante cassa disponibile. A seguito dell’operazione, Poste Italiane sale al 27,32% delle azioni ordinarie TIM, superando l’attuale soglia del 25% rilevante ai fini della disciplina sulle OPA obbligatorie.
In tale contesto, la società ha dichiarato l’intenzione di avvalersi dell’esenzione prevista dall’art. 106 del TUF e dal Regolamento Consob, impegnandosi, nell’attuale quadro normativo, a cedere entro 12 mesi le azioni eccedenti la soglia e ad astenersi dall’esercizio dei diritti di voto su tali azioni nel periodo transitorio.
Effetto
Riteniamo che l’operazione fosse attesa e coerente con il posizionamento di Poste come azionista industriale di riferimento in TIM, soprattutto alla luce delle numerose iniziative già avviate tra i due gruppi (MVNO, energia, cloud, procurement).
L’esborso di €187mn appare pienamente sostenibile e non altera il profilo finanziario di Poste né la visibilità sulla dividend policy, considerata la forte generazione di cassa e la solidità patrimoniale del gruppo.
Il superamento temporaneo della soglia OPA non rappresenta, a nostro avviso, un elemento critico, anche in vista della probabile revisione del TUF che innalzerebbe la soglia al 30%. Strategicamente, l’incremento della partecipazione rafforza il peso di Poste nella governance e nella creazione di sinergie industriali con TIM.
Inoltre, l’operazione ottimizza il posizionamento di Poste anche in uno scenario di conversione delle azioni di risparmio, che ridurrebbe la partecipazione dal ~27% al ~19% (assumendo per semplicità un concambio 1:1 ai prezzi correnti, che incorporano un premio delle risparmio sulle ordinarie pari a ~14%).
Azioni menzionate
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