Poste Italiane - In manovra una tassa di 2 euro

Il provvedimento colpirebbe tutte le spedizioni che partono e arrivano in Italia

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo quanto riportato dalla stampa, nella manovra finanziaria potrebbe venir introdotta una nuova tassa di €2 su tutti i pacchi di valore fino a €150, applicata sia alle spedizioni in arrivo sia a quelle in partenza dall’Italia.

La misura, a differenza del cantiere europeo sul superamento dell’esenzione dai dazi per pacchi extra-UE, è di natura domestica e riguarderebbe l’intero traffico e-commerce nazionale.

L’intervento include anche le micro-spedizioni e non prevede distinzioni per origine geografica, poiché un’applicazione limitata ai soli arrivi extra-UE sarebbe considerata un dazio e quindi incompatibile con le regole doganali europee.

Le modalità operative e i tempi di implementazione devono ancora essere definite.

Effetto

Dal nostro punto di vista, l’introduzione di un contributo fisso di €2 per pacco rappresenta un elemento con potenziale impatto sul settore logistico, ma l’effetto netto per Poste Italiane non è immediatamente chiaro.

Nel business pacchi, Poste beneficia di un forte momentum dei volumi (+14% YoY nel 3Q25; +12% nei 9M25) e di una crescente quota di consegne tramite rete postale (45%), che ha sostenuto i margini nonostante la lieve riduzione del prezzo medio dovuta al mix (second-hand e boxless). La misura potrebbe influenzare i comportamenti di consumo e i flussi e-commerce, ma l’entità dell’impatto dipenderà da chi assorbirà il contributo (merchant, operatori logistici o consumatori) e dalle eventuali esenzioni applicative.

Alla luce della crescita strutturale del segmento e del fatto che il contributo è flat e non percentuale sul valore della spedizione, riteniamo che l’effetto per Poste possa essere gestibile. Attualmente stimiamo una crescita dei ricavi parcel del +9.5% YoY per il FY25 e +5% YoY nel FY26.



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