POSTE ITALIANE - La privatizzazione si avvicina
Attendiamo indicazioni sulle tempistiche dell’operazione

Fatto
L’operazione di privatizzazione tramite OPV del 29.26% di Poste attualmente detenuto dal MEF si avvicina con il Ministro del Tesoro che sarà ascoltato oggi dalle Commissioni di Camera e Senato sui numeri pubblici del Gruppo.
L’operazione è attesa da tempo con l’approvazione già a gennaio da parte del Consiglio dei Ministri del decreto necessario a dare il via alla procedura di cessione della quota. Dopo la cessione, rimarrebbe il controllo pubblico tramite la quota detenuta da CDP (35%).
Intanto l'Antitrust suggerisce al governo di prevedere un ruolo centrale nel processo di privatizzazione per investitori retail e dipendenti della società stessa.
Effetto
L’intenzione da parte del MEF di collocare tramite OPV la propria quota è oramai nota da diversi mesi. Crediamo che dopo la presentazione del nuovo Piano Strategico 2024-2028 del Gruppo lo scorso 20 marzo, non ci siano più milestone necessari per dare il via al processo di privatizzazione.
Agli attuali prezzi di mercato, dall’operazione il Governo incasserebbe ~€4.5bn vendendo il 29.26% del capitale.
Crediamo che il coinvolgimento di investitori e dipendenti (~20k) sarà un punto centrale del processo in linea con quanto accaduto in sede di IPO (massimo sottoscrivibile da investitori istituzionali fissato al 70%, con quota minima per retail e dipendenti pari al 30%). Sempre in linea con l’IPO prevediamo anche forme di incentivazione per dipendenti e investitori retail in forma di bonus shares (in sede di IPO previste per investitori retai 5 azioni aggiuntive per ogni 100 sottoscritte da assegnarsi dopo 12 mesi dal collocamento, 10 per i dipendenti).
Attendiamo indicazioni sulle tempistiche dell’operazione e crediamo che nel breve il titolo possa essere cappato con operazione positiva nel lungo termine con l’aumento del flottante.
Azioni menzionate
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