POSTE ITALIANE - Collocamento della quota MEF (29.26%) tra fine giugno e inizio luglio?
Questo presuppone che l’operazione possa essere ufficializzata a breve

Fatto
Società e MEF procedono con le attività preliminari utili a procedere alla privatizzazione della quota pari al 29.26% di Poste Italiane attualmente in mano al MEF. Il governo sta pianificando un’offerta pubblica di vendita con il coinvolgimento di investitori istituzionali, risparmiatori e dipendenti del gruppo.
L’avvio effettivo dell’operazione richiede l’espletamento di vari passaggi tecnici e autorizzativi che fanno sì che le tempistiche previste per effettuare l’operazione sia fine giugno e inizio luglio.
Questo presuppone che l’operazione possa essere ufficializzata a breve. Intanto nei giorni scorsi sarebbero avvenuti alcuni incontri informali con la Consob per presentare il progetto di OPV.
Effetto
Dopo la buona performance del titolo, la quota del MEF agli attuali prezzi di mercato vale ~€5bn. Il principale punto da definire in questa fase è se procedere con un’unica tranche o effettuare l’operazione in due fasi.
Nel parere rilasciato dal parlamento sul Dpcm che autorizza la cessione si suggeriva di fare una cessione in due tranche successive a distanza di qualche mese.
Crediamo che la volontà del governo sia quella di cedere l’intera partecipazione attualmente detenuta dal MEF in un'unica soluzione.
Allo stesso tempo, rimane la probabilità di una cessione in più fasi, con una prima tranche pari a circa il 14% del capitale (~€2bn) che permetterebbe al MEF e CDP di mantenere in combinato una partecipazione nel gruppo pari al 51% del capitale.
In una seconda fase, il MEF potrebbe cedere la quota restante, mantenendo il controllo pubblico sulla società tramite il 35% che resterebbe nelle mani di CDP.
Azioni menzionate
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