POSTE ITALIANE - Casse Previdenziali interessate alla privatizzazione
I tempi previsti per il collocamento potrebbero prevedere una prima fase tra fine maggio e inizio luglio

Fatto
Alcune tra le principali casse previdenziali italiane, Enpam (medici e dentisti), Inarcassa (ingegneri, architetti e liberi professionisti) e Cassa Forense (avvocati) sono pronte ad acquisire parte del capitale del Gruppo Poste durante il processo di privatizzazione della quota pari al 29.26% attualmente detenuta dal MEF.
I tempi previsti per il collocamento potrebbero prevedere una prima fase tra fine maggio e inizio luglio con il mantenimento di circa il 50% da parte del MEF+CDP (quindi la cessione di una quota potenziale di ~14.2%) per un valore di circa €2bn, e una seconda tranche che potrebbe arrivare dopo l'estate per la cessione della restante quota del MEF.
Effetto
in seguito all’approvazione del DPCM che ha dato il via libera all'operazione, sta emergendo l’interesse dei possibili investitori istituzionali.
Nel lungo termine, la privatizzazione della quota del MEF aumenterebbe sostanzialmente il flottante con potenziali effetti positivi sul titolo. Nonostante l'opzione di due tranche sia percorribile, a nostro avviso è più probabile la cessione dell'intera quota detenuta dal MEF in un'unica operazione di offerta pubblica, con il mantenimento del controllo pubblico attraverso il 35% in mano a CDP.
Inoltre, questo tipo di operazione consentirebbe di coinvolgere una quota consistente di investitori retail e di dipendenti (in linea con l'IPO, ci aspettiamo che almeno il 30% del collocamento sia destinato esclusivamente a questi investitori). In termini di tempistiche prevediamo che l’operazione non avvenga prima della data di pagamento del dividendo residuo FY23 (€0.56 per azione) che vale più di €200mn per il MEF (26 giugno data pagamento con ex-dividend date 24 giugno e record date il 25 giugno).
Azioni menzionate
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