Poste Italiane - Approvato share swap con CDP: cede Nexi, compra Tim

Stimiamo una perdita sulla partecipazione in Nexi pari a circa 100 mln di euro

Autore: Redazione
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Fatto

Lo scorso sabato il CdA di Poste Italiane ha deliberato l'acquisizione del 9.81% del capitale di Tim da CDP e contestuale cessione dell'intera partecipazione detenuta in Nexi (3.78% del capitale sociale).

Il corrispettivo per l'acquisto delle azioni Tim (~€450mn) sarà pagato in parte con i proventi della cessione della partecipazione in Nexi (~€200mn) e in parte con la liquidità disponibile.

L'acquisizione consentirebbe l’apertura di rapporti commerciali tra Tim e Poste Italiane.

A questo proposito, sarebbero in fase avanzata le trattative per la fornitura di servizi che consentano a Postepay di accedere all'infrastruttura di rete Tim.

TIM

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Effetto

L’investimento iniziale di Poste in Nexi era stato pari a €305mn e deriva dall’operazione NEXI - SIA del 2022.

Prevediamo quindi una perdita su questo investimento pari a ~100mn per Poste Italiane.

Il primo effetto derivante dall’ingresso nel capitale di TIM sarebbe quello di un passaggio per PosteMobile dall’utilizzo della rete Vodafone a quella Tim.

Prevediamo che ciò possa avvenire senza penali alla luce del cambio di controllo di Vodafone dopo l’operazione di quest’ultima con Fastweb.

Riteniamo inoltre positiva la possibilità di procedere con una partnership commerciale tra Poste Mobile e TIM.

Ricordiamo che Poste Mobile, in base alle nostre stime ha un fatturato stimato di €330m l’anno ed una base clienti di #4.8mn.

Allo stesso tempo, riteniamo che l'uscita dal capitale di NEXI possa fornire “spazio Antitrust” per far sì che Poste possa procedere alla già ventilata acquisizione di una quota di minoranza in PagoPa.

Vedremmo positivamente questa operazione per Poste anche alla luce del fatto che PagoPA rimarrebbe una piattaforma aperta e potrebbe sostituire la notifica di atti pubblici ai cittadini attualmente effettuata anche attraverso il servizio postale fornito dalla stessa Poste Italiane. Rimane inoltre presente il tema privatizzazione.

Riteniamo che il MEF possa procedere al collocamento di ~14% del capitale di Poste che era stata sospesa lo scorso autunno dopo il pagamento del saldo dividendo sui risultati 2024 (23 giugno 2025).

Pensiamo che nelle prossime settimane, i CdA di Fondazioni, Casse e Fondi pensione italiani potrebbero approvare l’investimento.



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