POSTE - Il MEF studia la cessione della sua quota del 29,36%

In termini di tempistiche, il Sole 24Ore ipotizza che la privatizzazione (con un'offerta che potrebbe durare almeno una settimana

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Il Sole 24Ore si riporta che il MEF avrebbe allo studio per il 2024 la cessione della sua partecipazione pari al 29.36% del capitale in Poste Italiane attraverso una tradizionale OPV, un'Offerta Pubblica di Vendita rivolta a investitori istituzionali e retail.

Il processo formale non sarebbe ancora iniziato e agli attuali prezzi di mercato la quota del MEF vale 3.8 mld.

L’operazione rientrerebbe negli obiettivi indicati dalla Nadef in termini di incassi da privatizzazioni per il prossimo triennio (circa 20 mld) e che per ora ha visto solo la cessione del 25% del capitale di MPS lo scorso 20 Novembre.

In termini di tempistiche, il Sole 24Ore ipotizza che la privatizzazione (con un'offerta che potrebbe durare almeno una settimana) potrebbe avvenire in concomitanza con la presentazione del nuovo Piano Strategico di Poste prevista per il 20 Marzo 2024.

Effetto

Al contrario di quanto avvenuto per la cessione del 25% di MPS (tramite ABB), crediamo che nel caso di Poste il coinvolgimento del retail sarebbe d'obbligo.

Attualmente l'11% del capitale di Poste è detenuto da investitori retail, una buona parte dei quali ha partecipato alla prima tranche di privatizzazione avvenuta nel 2015.

Ci aspettiamo quindi che l’operazione possa svolgersi tramite OPV anche se riteniamo improbabile che il MEF decida di cedere la totalità della propria quota in Poste (29.36%) rinunciando così totalmente al flusso annuo di dividendi (250 mln al MEF nel 2022).

Riteniamo che il MEF possa decidere di vendere una quota rilevante, mantenendo allo stesso tempo una quota di ~10% che sommata al 35% attualmente in mano a CDP assicurerebbe comunque un controllo da parte del Governo sulla governance societaria.

La nostra ipotesi è determinata anche dal fatto che attualmente Poste Italiane è il maggiore detentore di debito pubblico italiano (stimiamo >€130bn di cui ~52% nella divisione assicurativa e ~48% nella divisione finanziaria).

Concordiamo sull’ipotesi del Sole 24Ore secondo cui le tempistiche dell’OPV potrebbero coincidere con la presentazione del nuovo Piano Strategico (20 Marzo 2024) in quanto l’attenzione del retail potrebbe essere in maniera considerevole se il focus del nuovo piano, come ci aspettiamo, dovesse prevedere un incremento significativo della politica di dividendi per i prossimi anni.

La possibile cessione di una quota rilevante della partecipazione del MEF in Poste potrebbe frenare il prezzo del titolo fino a quando non ci saranno maggiori informazioni su tempistiche e modalità.

Riteniamo che l'interesse per il collocamento potrebbe essere elevato considerando il livello di dividend yield atteso e che l'aumento del flottante possa rappresentare un elemento positivo a livello prospettico aumentando il peso negli indici e riducendo il tema del controllo del governo sul titolo.



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