Possibile merger Wind3/Iliad nel 2026
In uscita domani il Digital Network Act

Fatto
Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, le trattative tra Wind Tre e Iliad sarebbero in fase avanzata e una decisione finale su un possibile consolidamento è attesa entro il 1H 2026. Wind Tre è intanto in prima linea sul 5G, con il lancio del 5G Standalone insieme a Ericsson, che segna un chiaro spostamento verso servizi avanzati B2B e PA oltre la pura connettività.
Sul fronte regolatorio, il 2026 sarà un passaggio chiave per le frequenze 5G: gli operatori chiedono una proroga non onerosa delle licenze dal 2029 al 2037 per liberare risorse a sostegno degli investimenti. AGCom si è già espressa favorevolmente, mentre è attesa domani dalla presentazione del Digital Networks Act europeo, che potrebbe aprire la strada a un rinnovo a tempo indeterminato delle concessioni sullo spettro.
Effetto
Il recente accordo di RAN sharing tra Fastweb e TIM nelle città sotto i 35 mila abitanti rafforza il razionale industriale di un possibile consolidamento tra Wind Tre e Iliad, evidenziando come la condivisione delle reti sia ormai uno strumento chiave per migliorare sostenibilità economica e copertura.
Dal punto di vista regolatorio, l’esito del merger dipenderà in larga misura dalla posizione dell’Commissione europea; tuttavia, va sottolineato che l’operazione arriverebbe a circa dieci anni dal consolidamento Wind–3 (2016), quando Iliad entrò nel mercato come remedy taker, con un vincolo di standstill decennale volto a preservare un quarto operatore mobile effettivamente competitivo.
Questo elemento potrebbe oggi attenuare le resistenze antitrust rispetto a un nuovo consolidamento.
Nella nostra SOP su TIM, che porta a un TP di €0.68, non incorporiamo ancora alcuno scenario di market repair nel mercato domestico derivante da un possibile consolidamento tra Wind Tre e Iliad, che a nostro avviso potrebbe valere circa €0.18 di upside sul target price. Come riferimento, un incremento di €1 nell’ARPU si tradurrebbe in circa €200mn di upside sull’EBITDAaL domestico (circa +5%), a conferma dell’elevata leva operativa del business e della forte sensibilità dei margini anche a variazioni limitate dei prezzi.
Azioni menzionate
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