PIRELLI - Esito GP limita influenza di Sinochem in Pirelli, ma non prevede congelamento diritti di voto/vendita forzata
L’esito dell’esercizio della procedura di Golden Power ha portato ad uno scenario nel quale l’influenza in Pirelli da parte di Sinochem viene limitata
Fatto
Lo scorso venerdì dopo la chiusura dei mercati, il Consiglio dei ministri del governo italiano ha comunicato l’esito della procedura di Golden Power. Il provvedimento ha disposto l’imposizione di una serie di prescrizioni nei confronti di CNRC volte a:
i) rispettare l’impegno di non esercitare attività di direzione e coordinamento di Pirelli (piena autonomia del management alla gestione del gruppo);
ii) l’AD venga indicato da Camfin e che su 12 amministratori, 4 siano designati da Camfin;
iii) venga reintrodotto la figura del direttore generale;
iv) tutti gli organi delegati siano designati esclusivamente tra gli amministratori designati da Camfin; v) il potere di nomina e revoca dei direttori e vice-direttori sia deferito all’AD o EVP;
iv) modificare lo statuto in modo tale che delibere strategiche sia riservata all’AD e decisioni contrarie vengano adottate solo con il voto di almeno 4/5 del CdA.
Pirelli [PIRC.MI] dal lato sua dovrà rifiutare ogni richiesta che esuli dal normale esercizio delle prerogative dei soci (i.e. su condivisione di informazione riferite a tecnologie significative, accesso a sistemi ERP, ecc).
Effetto
L’esito dell’esercizio della procedura di Golden Power ha portato ad uno scenario nel quale l’influenza in Pirelli da parte di Sinochem viene limitata (a nostro avviso era il più probabile). In particolare, il livello di influenza è stato portato ad un livello più contenuto rispetto all’influenza che il socio cinese avrebbe esercitato nel nuovo patto parasociale e più simile al livello esercitato durante il precedente patto. Sono stati esclusi invece gli scenari dove al socio cinese viene congelato il diritto di voto e/o viene obbligato alla vendita delle sue azioni.
Tuttavia, l’esito di tale procedura potrebbe portare ad un’accelerazione del processo di uscita del socio cinese, anche se le azioni potrebbero almeno in parte già scontare effetti negativi in relazione a ciò in quanto il titolo tratta a sconto rispetto ai peer più significativi (~7/6x l’EV/EBIT vs 8/7x) nonostante un profilo di cassa/ritorno sul capitale migliore. Rimangono da valutare le eventuali modalità di tale operazione in uno scenario dove nessuna ipotesi sembra da escludere, anche se riteniamo che la soluzione che prevederebbe l’assorbimento della quota in cessione entro la soglia d’OPA da parte di azionisti esistenti (Camfin, Silk Road, Brembo, LongMarch) o nuovi soci in ogni caso in accordo con Tronchetti-Provera sembra la più probabile.
Giudizio Interessante, target price 6 euro.
In questo articolo
Azioni menzionate
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