NEXI - Il fondo TPG in campo per le attività della divisione DBS
Secondo indiscrezioni, i principali azionisti di Nexi avrebbero avviato i contatti in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione, in scadenza con l’approvazione del bilancio 2024.

Fatto
Nel weekend, il Corriere della Sera ha riportato l’interesse da parte del fondo californiano TPG per alcuni asset inclusi nella divisione Digital Banking Solutions di Nexi.
La stessa divisione che include anche le attività relative alla rete interbancaria, infrastruttura lunga 208k km e che consente agli istituti bancari di regolare i rapporti di dare e avere generati dalle operazioni dei clienti.
Il ruolo di questo asset è strategico per il sistema Paese e per questo motivo Cassa depositi e prestiti potrebbe essere in pole position per acquisirla.
L’attenzione del fondo TPG sarebbe quindi per quelle attività incluse nella divisione che non rientrano nel perimetro della rete interbancaria.
La divisione Digital Banking Solutions (Dbs) di Nexi, nel 2023 ha generato €383mn di ricavi, con un EBITDA di €151mn.
Il fondo californiano gestisce €239bn e in Italia è proprietario di Musixmatch.
Nexi aveva già considerato la cedibilità del ramo Dbs e nei mesi scorsi erano stati avviate trattative con il fondo F2i sulla base di una valutazione di €800mn, poi tramontata.
Secondo indiscrezioni, i principali azionisti di Nexi avrebbero avviato i contatti in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione, in scadenza con l’approvazione del bilancio 2024.
Sul tavolo di discussione ci sarebbe la ricerca di un candidato per la presidenza. Fra i papabili vengono nominati Federico Ghizzoni, ex ad di UniCredit e oggi presidente di Rothschild & Co Italia, e di Marina Natale, ex ceo di Amco, che già siede nel cda di Nexi.
Effetto
La Rete Interbancaria è la parte del business di Nexi considerata strategica dal governo italiano e più volte il management di Nexi ha espresso la volontà di cedere questo asset alle giuste condizioni.
Riteniamo che la cessione dell’intera divisione DBS ad un fondo estero possa avvenire solo dopo l’acquisizione della rete interbancaria da parte di investitori istituzionali o con forti legami istituzionali. In ogni caso, se confermata, la notizia dell’interesse per quest’area di business non strategica, sarebbe positiva per Nexi in quanto ridurrebbe l'indebitamento finanziario aumentando le possibilità di nuovi piani di buyback nel 2025.
Inoltre, la cessione della rete interbancaria aumenterebbe l'appeal speculativo togliendo dal perimetro di Nexi un asset sensibile e con potenziali problemi legati all'esercizio della golden power da parte del governo italiano.
Nel 2023, la divisione Digital Banking Solution, che comprende le attività della rete interbancaria di Nexi, ha generato un EBITDA di €151mn. La società non fornisce ulteriori dettagli sul contributo della rete all'interno della divisione.
Secondo le nostre assunzioni basate sull'ultimo bilancio di SIA (FY20), stimiamo che la rete interbancaria abbia contribuito all'EBITDA della divisione per circa €40mn nel FY23, ed applicando un multiplo intorno a 7/8x l'Ebitda potrebbe avere un valore nell'ordine di circa €300/350mn.
Riguardo il rinnovo del board, con l’attenzione che si sposta sempre più verso la figura del Presidente, crediamo che un rinno vo del patto parasociale e conferma dell'attuale CEO possano costituire al momento lo scenario più probabile.
Azioni menzionate
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