NEXI - Il CEO di Worldline: non c'è spazio per aggregazioni e fusioni
L’ipotesi di una combinazione Nexi -Worldline appare oggi difficilmente percorribile, sia per il diverso stadio al quale si trovano i due gruppi, sia per i vincoli azionari e istituzionali presenti

Fatto
In un’intervista a Repubblica , l’AD di Worldline, Pierre -Antoine Vacheron, ha dichiarato che il gruppo francese non vede, nel medio termine, margini per fusioni o acquisizioni straordinarie, escludendo un’operazione con Nexi. Worldline si appresta a sottoporre all’assemblea dell’8 gennaio un aumento di capitale da €500 mn, finalizzato a ridurre l’indebitamento e sostenere il rilancio del gruppo, con il supporto di azionisti di riferimento quali Bpifrance, Crédit Agricole e BNP Paribas. Il management ha ribadito il focus sui pagamenti in Europa, la prosecuzione delle dismissioni di attività non strategiche e l’obiettivo di tornare a generare cassa dal 2027. Vacheron ha inoltre escluso la cessione delle attività italiane, considerate strategiche e supportate dalla partnership con BNL, confermando l’intenzione di continuare a investire nel Paese.
Effetto
Le dichiarazioni dell’AD di Worldline risultato coerenti con lo scenario delineatosi negli ultimi mesi: l’ipotesi di una combinazione Nexi -Worldline appare oggi difficilmente percorribile, sia per il diverso stadio dei due gruppi sia per i vincoli azionari e istituzionali (CDP e Bpifrance). Per Nexi, l’esclusione di un’operazione straordinaria di questo tipo elimina uno scenario speculativo ma anche complesso in termini di execution e governance, rafforzando una lettura sempre più stand -alone dell’equity story. Il confronto con Worldline evidenzia inoltre come Nexi presenti un profilo finanziario più solido, con maggiore visibilità su generazione di cassa e remunerazione degli azionisti, mentre il competitor francese resta focalizzato su deleveraging e stabilizzazione operativa.
Azioni menzionate
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