Nexi - Cdp valuta un rafforzamento della partecipazione

L’obiettivo sarebbe quello di mantenere integro il perimetro della società, considerata infrastruttura strategica per il sistema dei pagamenti italiano ed europeo

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo MF, Cassa Depositi e Prestiti starebbe studiando un piano per rafforzare la propria presenza nel capitale di Nexi, con l’obiettivo di arrivare nel tempo a una quota prossima al 30%, anche alla luce della riforma del TUF che innalzerebbe la soglia dell’OPA obbligatoria dall’attuale 25% al 30%. L’operazione potrebbe avvenire attraverso un’alleanza con investitori italiani da formalizzare tramite un patto parasociale.

Cdp, attualmente secondo azionista con il 19,14%, avrebbe nel mirino in particolare il 3,16% de tenuto da Mercury UK, veicolo riconducibile ai fondi Bain, Advent e Clessidra, mentre altri veicoli degli stessi fondi (Eagle e AB Europe) detengono complessivamente circa il 9% e sarebbero anch’essi in uscita nel medio periodo.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di mantenere integro il perimetro di Nexi, considerata infrastruttura strategica per il sistema dei pagamenti italiano ed europeo, facendo leva anche sugli strumenti di Golden Power.

Effetto

Le indiscrezioni confermano un approccio difensivo e istituzionale nella governance di Nexi, che riduce l’opzionalità su operazioni straordinarie value-accretive come la cessione di alcune divisioni.

Il rafforzamento di Cdp aumenta la stabilità dell’azionariato e la tutela degli asset strategici, ma rischia di limitare la flessibilità strategica nel medio termine. L’uscita dei fondi di private equity potrebbe normalizzare l’azionariato solo se accompagnata da una maggiore visibilità sulla creazione di valore per i soci di minoranza, in particolare tramite buyback e dividendi; in assenza di catalyst straordinari, riteniamo che l’equity story resti legata all’esecuzione industriale e alla disciplina di capital allocation.



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