INWIT - Saltata la vendita del 60% della rete di Wind3 ad EQT
Non vediamo particolari issue

Fatto
Con la scadenza della long-stop date, il fondo svedese e CK Hutchison (holding di controllo di Wind3) hanno annunciano ieri lo stop alla cessione della rete e alla realizzazione della newco nella quale sarebbero confluiti gli asset fissi e mobili di Wind3. L’operazione con EQT, già slittata di tre mesi a novembre, aveva un enterprise value da Eu3.4bn.
Sul blocco dell’operazione ha inciso, in particolare, la questione di Zefiro, la JV paritetica fra Iliad e Wind3 per condividere la rete mobile nelle aree poco popolate d'Italia e i relativi investimenti. Gli accordi fra i due operatori contenevano infatti clausole di rinegoziazione obbligatoria, in caso di riassetto con cambi di controllo.
Secondo la stampa, Iliad non avrebbe mancato di far notare che la vendita della rete Wind al fondo svedese sarebbe rientrata nella fattispecie, esigendo una revisione del contratto di Zefiro. Una situazione analoga avrebbe riguardato anche l’alleanza di Wind3 con Fastweb sul 5G.
Da qui la decisione di CK Hutchison di bloccare l’operazione senza però rinunciare a «esplorare possibili operazioni infrastrutturali alternative», magari con la stessa EQT e coinvolgendo Iliad e Fastweb.
Effetto
Non vediamo particolari issue per INWIT che era comunque poco esposta a Wind3 (infrastruttura passiva storicamente gestita da Cellnex).
In assenza di altre iniziative, il mancato incasso dalla cessione delle rete (in cui sarebbero confluiti anche gli apparati mobili attivi) potrebbe rappresentare una seria issue per Wind3 dovendo finanziarsi l’acquisto di apparati 5G, e quindi anche per Cellnex in termini di ospitalità.
Da un’eventuale combinazione futura tra Iliad e Wind3 non vediamo particolari issue per INWIT, considerando l’esposizione marginale ad entrambi i player. INWIT dovrebbe semmai beneficiare indirettamente della market repair legata alla semplificazione del mercato, dalla quale trarrebbero vantaggio tutti gli operatori mobili (e in particolare i due anchor tenant TIM e Vodafone), con maggiori risorse da destinare al rollout 5G.
Azioni menzionate
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