INWIT - Pochi spunti dall'intervista al Direttore Generale, Galli

Non emergono nuovi spunti operativi 

Autore: Redazione
Primo piano di cavi in fibra ottica, con fasci di luce colorata per rappresentare la trasmissione dati.

Fatto

Principali punti da intervista del Corriere della Sera al direttore generale Diego Galli:

• Evoluzione ricavi: obiettivo di superare Eu1bn di ricavi nel 2024, sulla parte bassa della forchetta indicata come guidance (Eu1,030 -1,060mn). Questo è dovuto alla fase di transizione degli operatori TLC, che hanno rallentato i loro piani di investimento. Tuttavia, il settore rimane in espansione con tassi di crescita appena sotto il 10% e margini in continuo aumento, mentre la domanda di infrastrutture per la digitalizzazione continua a crescere.

• Piani di investimento: previsti Eu800mn per nuove infrastrutture digitali outdoor (densificazione e potenziamento rete) e indoor. Realizzate ogni anno 900 torri, completamento del piano Italia 5G da Eu300mn per coprire 1.400 aree bianche entro il 2026.

• Progetti significativi: completata la rete 5G della metro 4 di Milano; accordo con A2A per celle 5G sui pali della luce; programma Roma 5G con Wi -Fi in 100 piazze, 2.000 telecamere e 1.800 sensori IoT.

• Difficoltà operative: Ritardi nell’ottenere permessi dai Comuni per nuove installazioni.

• Diffusione del 5G: Disponibile solo al 17% in Italia, contro il 33% della Francia e il 25% della Germania.

• Capital allocation: la crescita del business consente a INWIT di ridurre la leva e di liberare risorse per aumentare la remunerazione agli azionisti e/o gli investimenti. Obiettivo è continuare a crescere e aumentare i dividendi del 7.5% all’anno. Se ci saranno opportunità M&A saranno valutate.

Effetto

Non emergono nuovi spunti operativi. La nostra stima FY24 (Eu1,037mn) si colloca già sulla parte bassa della forchetta indicata come guidance e sottende una crescita del +8.0%, che presuppone un trend nel 4Q (+7.3%) sostanzialmente in linea con quello osservato nel 3Q (+7.6%). Manteniamo il nostro rating NEUTRAL (e il TP di Eu11.50), soprattutto per l'assenza di catalyst significativi fino al prossimo CMD del prossimo 4 marzo. Riteniamo che per il rilancio dell’equity story sia necessario un maggio re focus su iniziative realmente trasformative, come il RAN-as-a-Service e i data center edge.

Tuttavia, al momento, il livello di committment su queste iniziative da parte degli anchor tenant ci sembra molto basso, pur trattandosi di progetti in grado di accelerare la crescita dei ricavi nel medio termine in un contesto inflattivo più moderato (ricavi MSA 2025 indicizzati al dato medio CPI 2024, attualmente allo 0.8%, tgt società c. 1%).

Un approccio operativo focalizzato sulla riaccelerazione dei ricavi p otrebbe offrire prospettive più interessanti rispetto a una strategia concentrata sui ritorni di breve termine per gli azionisti, come il possibile lancio di un nuovo piano di buyback.

Quest’ultimo, infatti, ridurrebbe la liquidità del titolo e consentirebbe ai due principali azionisti, Vantage e Ardian, di rafforzarsi sopra la soglia del 30% senza essere obbligati a lanciare un’OPA. Malgrado la recente debolezza del titolo (da inizio anno -13%, FTSEMIB +14%, SXKP +18%), ci sentiamo di escludere un'OPA da parte di Vantage o Ardian nel breve termine, almeno fino al completamento dell'accordo Fastweb -Vodafone, previsto per il primo trimestre del 2025.

Ci aspettiamo, infatti, che Vantage Towers vorrà per prima cosa ottenere piena visibilità sugli impegni futuri di Fastweb come nuovo cliente anchor e punterà a mitigare potenziali rischi di rinegoziazione del MSA, nonostante quest’ultimo sia protetto da clausole "all-or-nothing". Il titolo tratta a 15.8x EV/EBITDAaL’25E (cellnex 17.6x) e a un RFCF yield’26E del 7.7% (Cellnex 8.5%).



Azioni menzionate

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