Inwit - Italia #5 in Ue sulle reti 5G

... ma i permessi rallentano l’avanzata

Autore: Redazione
Primo piano di cavi elettrici intrecciati: Cavi elettrici colorati, alcuni intrecciati tra loro, evidenziando fili di rame scope

Fatto

Il Sole24Ore riferisce dei ritardi per la realizzazione delle infrastrutture digitali. L’Italia è quinta in Ue per copertura 5G (99.5%) e al 98.8% per fibra NGA, ma resta indietro su VHCN (70.7%) e nelle aree rurali (36.8%). I tempi autorizzativi restano un freno: 3 mesi per scavi, 144 giorni per impianti mobili contro i 67 previsti. Le conferenze dei servizi non convocate sono scese dal 58.8% al 41%, con criticità in Campania e Sicilia. In questo contesto, il Digital Networks Act punta a ridurre frammentazione normativa e favorire investimenti infrastrutturali. 

Effetto

Per INWIT, l’accelerazione dei permessi e una maggiore certezza regolatoria rappresentano leve cruciali per sostenere lo sviluppo delle torri e l’ampliamento della copertura 5G, anche in vista del rinnovo delle frequenze 2029, che potrebbe avvenire a condizioni agevolate in cambio di impegni di investimento da parte degli MNO.

Le prospettive di breve termine sul titolo ci sembrano ancora incerte, condizionate dall’approccio attendista degli MNO sugli investimenti e dai persistenti bottleneck autorizzativi, ma anche dai timori di un possibile consolidamento tra operatori telefonici e dai rischi di rinegoziazione dei MSA con gli anchor tenant, da un contesto macro caratterizzato da tassi di interesse ancora elevati (correlazione inversa con i yield decennali T-bond USA) e dalle incertezze collegate alle nuove opportunità di business (RAN-as-a-Service frenato da preferenza MNO per RAN sharing, sviluppo progetti edge/regional datacenter frenato da domanda ancora poco matura, che ne limita la scalabilità).



Azioni menzionate

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