Inwit - Contenziosi tra enti locali e operatori telefonici per il 5G

Grazie a una legge del 2021, le compagnie pagherebbero solo 800 euro l’anno per l’occupazione di suolo pubblico, contro i precedenti canoni che arrivavano fino a 20mila euro

Autore: Redazione
Diverse antenne di trasmissione installate su tralicci, con nuvole scure sullo sfondo.

Fatto

Il Fatto Quotidiano parla di numerosi contenziosi tra Comuni e operatori telefonici per l’installazione delle torri 5G.

Grazie a una legge del 2021, le compagnie pagherebbero solo 800 euro l’anno per l’occupazione di suolo pubblico, contro i precedenti canoni che arrivavano fino a 20mila euro.

Mentre i Comuni, soprattutto del Nord, perdono milioni e si moltiplicano le cause legali, il governo può by-passare l’opposizione locale per accelerare le installazioni, anche ricorrendo agli espropri. Inwit, principale beneficiaria, secondo il quotidiano, risparmia Eu180mn e riceve Eu345mn dal PNRR. I sindaci denunciano favoritismi a vantaggio dei privati, con un danno potenziale per le finanze degli enti locali stimato in Eu400mn.

Effetto

Il rischio di contenziosi con gli enti legali ci sembra al momento circoscritto a casi isolati, anche perché il governo punta a semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per favorire l’installazione di nuovi siti, soprattutto sul 5G. Di recente sono stati aggiornati i limiti elettromagnetici, misura che agevola gli operatori nel rollout degli apparati.

Inwit punta a completare a realizzare circa 800 siti/anno nel biennio 2025-26 e a raggiungere una tenancy di 2.4x a fine 2026, ospitando circa 2.5k nuovi PoP l’anno. 



Azioni menzionate

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