Fatto
Il Corriere della Sera di ieri riporta che Zambon, società a conduzione familiare giunta alla quarta generazione, nel 2024 ha registrato euro 885 milioni di fatturato e euro 192 milioni di Ebitda, mentre quest’anno i ricavi scenderanno sotto euro 850 milioni (-4% su base annua) perché il picco dell’influenza non è ancora arrivato: se slitta da dicembre a gennaio, l’effetto si sposta sull’anno successivo, e da aprile l’area cough & cold è in calo di oltre il 20% su base annua.
L’azienda è una farmaceutica integrata: sviluppa e vende farmaci propri – tra cui il Fluimucil e prodotti per raffreddore e sindromi respiratorie – e affianca a questa attività anche produzione conto terzi, grazie a una forte capacità produttiva associata a euro 70 milioni di investimenti già effettuati e a 100 assunzioni per lo stabilimento di Vicenza.
La Russia contribuisce al fatturato per circa euro 65–70 milioni e il piano strategico al 2030 punta a superare euro 1 miliardo di ricavi, a fronte di euro 150 milioni di investimenti nel 2026. In sviluppo una nuova formulazione per il Parkinson e due programmi innovativi nell’area respiratoria severa con un potenziale di euro 350–700 milioni.
L’azienda impiega 1.800 dipendenti, il 90% laureati, e utilizza un algoritmo di intelligenza artificiale capace di prevedere l’intensità della stagione influenzale con 6 mesi di anticipo.
L’Oréal
Il fondo EQT ha venduto a L’Oréal una parte della propria partecipazione in Galderma Group AG, cedendo circa 24 milioni di azioni. L’operazione permette a L’Oréal di salire fino al 20% del capitale di Galderma.
Effetto
Zambon
L’articolo del Corriere non riporta indicazioni su operazioni straordinarie o possibili quotazioni, neppure in vista del futuro passaggio generazionale.
Il read-across per Recordati e Diasorin è l’evidenza di una stagione influenzale quest’anno meno intensa e caratterizzata da un picco più tardivo rispetto al normale andamento stagionale. Per Recordati, il segmento cough & cold nei primi nove mesi dell’esercizio 2025 ha registrato euro 90 milioni di ricavi, in calo del 9,2% per una stagione influenzale meno intensa, soprattutto in Russia; un trend che potrebbe proseguire nel primo trimestre.
Diasorin ha segnalato nel terzo trimestre un calo anticipato dei volumi di test nella diagnostica molecolare, dovuto all’avvio molto tardivo della stagione respiratoria, con un rallentamento del fatturato sulla piattaforma Liaison MDX (+4% nel terzo trimestre rispetto a +9% nella prima metà dell’anno). Il franchise MDX genera circa euro 100 milioni l’anno, di cui il 15% legato ai test respiratori, un segmento altamente stagionale che l’azienda fatica a preservare nel post-Covid.
Sul segmento multiplexing, il LIAISON PLEX, lanciato solo negli Stati Uniti, conta circa 100 clienti (80% ospedali e 20% laboratori), con il 65% dei ricavi proveniente dai laboratori commerciali. Questo rende l’attività più esposta alla stagionalità, poiché il mix è prevalentemente outpatient (ambulatoriale) e l’attuale menu di test è ancora limitato al solo pannello respiratorio (RSP), per cui fortemente influenzato dall’andamento della stagione influenzale.
L’Oréal
La vendita rientra nella progressiva uscita di EQT dall’investimento avviato nel 2019 con l’acquisizione del gruppo dermatologico svizzero per 10,2 miliardi di franchi svizzeri (CHF).
Dopo la quotazione di Galderma nel marzo 2024, EQT ha iniziato a vendere parte della sua partecipazione. Ad ottobre 2025, il consorzio guidato da EQT ha annunciato un collocamento accelerato (accelerated bookbuilding, ABB) di 20 milioni di azioni Galderma per un controvalore complessivo di 2,6 miliardi di franchi svizzeri, consentendo solo ad EQT di incassare circa 690 milioni di franchi svizzeri.
A luglio 2025 era stato effettuato un precedente collocamento di 17 milioni di azioni, pari a circa il 7% del capitale.
Galderma è oggi una delle principali realtà globali nella dermatologia e nella skincare, con un fatturato 2025 atteso a oltre 4 miliardi di dollari statunitensi, in crescita del 12–14% a cambi costanti, e un Ebitda in linea con un margine industriale solido (intorno al 23%).