Fincantieri - Il ceo Folgiero ribadisce i driver di crescita

Guardando al 2026, primo anno del nuovo piano industriale, l’amministratore delegato ha ribadito il target di ricavi a 12,5 miliardi di euro

Autore: Redazione
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Fatto

In un’intervista a MF/Class CNBC , il Ceo Folgiero ha commentato l’andamento del titolo Fincantieri, che nel 2025 ha registrato una performance di circa +160%, con capitalizzazione triplicata rispetto al 2024 e un portafoglio ordini pari a circa 61 miliardi di euro.

Folgiero ha attribuito il risultato a una combinazione di strategia industriale e fattori macroeconomici, in particolare il forte ciclo della difesa. Tra i principali contratti citati figurano l’accordo cruise con Norwegian Cruise Line Holdings (circa 9 miliardi di euro per quattro navi), la commessa difesa in Indonesia (circa 1,8 miliardi di euro per due unità multimissione) e l’accordo Italia–Grecia per due unità navali.

Guardando al 2026, primo anno del nuovo piano industriale, l’amministratore delegato ha ribadito il target di ricavi a 12,5 miliardi di euro, con presentazione dettagliata al Capital Markets Day (CMD) previsto per febbraio.

Sul fronte geografico, Folgiero ha sottolineato le opportunità negli Stati Uniti, dove Fincantieri opera da 18 anni con investimenti per circa 800 milioni di dollari statunitensi e circa 3.500 addetti, ed è coinvolta in programmi navali militari e attività di costruzione e manutenzione.

In ambito europeo, ha indicato il programma SAFE (strumento europeo per il rafforzamento dell’industria della difesa, con una dotazione complessiva di 150 miliardi di euro) come leva per ridurre la frammentazione industriale, auspicando l’allineamento dei requisiti e lo sviluppo di piattaforme comuni, come ad esempio una “corvetta europea”.

Effetto

L’intervista non introduce elementi nuovi sul piano industriale, ma rafforza alcuni messaggi chiave già noti: visibilità del backlog (portafoglio ordini già acquisiti), centralità del ciclo Defence & Underwater (difesa e sistemi subacquei) e crescente rilevanza del perimetro statunitense come motore di crescita industriale.

I richiami all’esecuzione del backlog, alla tecnologia di sistema nave, ai droni e alla subacquea confermano le priorità operative per il 2026. Sul fronte europeo, il focus sulla standardizzazione e sull’interoperabilità va letto più come indirizzo di policy (orientamento strategico delle politiche pubbliche) che come catalyst di breve periodo, ma resta allineato alla traiettoria di lungo periodo del settore.

Nel complesso, l’intervista consolida la narrativa di Fincantieri come beneficiario strutturale del ciclo della difesa e della domanda navale globale.



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