Fincantieri - Folgiero: l’Europa deve spendere meglio sulla difesa

Secondo Folgiero, la frammentazione attuale, con requisiti e progetti nazionali distinti per navi militari simili, genera inefficienze e rallenta lo sviluppo delle capacità industriali.

Autore: Redazione
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Fatto

Nel corso di un’intervista rilasciata a Davos a margine del World Economic Forum, l’AD di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha sottolineato la necessità per l’Europa di “spendere meglio” in ambito difesa, puntando su una maggiore coordinazione tra Paesi e sulla condivisione di piattaforme e programmi industriali.

Secondo Folgiero, la frammentazione attuale, con requisiti e progetti nazionali distinti per navi militari simili, genera inefficienze e rallenta lo sviluppo delle capacità industriali.

L’AD ha ricordato che Fincantieri ha già avviato un riassetto di alcuni cantieri civili e militari in Italia per aumentare la produzione di navi militari, alla luce del rafforzamento della spesa europea per la difesa.

Ha inoltre escluso ipotesi di fusione con Leonardo, chiarendo che Fincantieri opera come player di “heavy industry”, mentre Leonardo è focalizzata su elettronica e sistemi, quindi la complementarità industriale è già efficace senza necessità di integrazione societaria.

Infine, Folgiero ha definito l’attuale contesto geopolitico e i messaggi emersi da Davos come un “wake-up call” per l’Europa, che richiede decisioni rapide e un ripensamento della governance industriale.

Effetto

L’intervento di Folgiero è coerente con il posizionamento strategico delineato nel Piano 2026-2030 e rafforza la lettura di Fincantieri come beneficiario strutturale di un ciclo di spesa europeo sulla difesa più coordinato e orientato alla scala.

Il richiamo alla standardizzazione delle piattaforme e alla condivisione dei programmi è particolarmente rilevante per un gruppo che combina capacità di integrazione di sistemi complessi, ampia base industriale e track record nei programmi multilaterali.

A nostro avviso, il messaggio rafforza la visibilità di medio-lungo termine su Naval e Underwater e conferma che l’upside per Fincantieri passa anche dalla razionalizzazione europea della domanda e dall’aumento dei volumi standardizzati.



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