Fincantieri - Accordo con la US Navy sul programma Constellation
Previsti ordini per nuove navi più allineate alle priorità strategiche USA

Fatto
Fincantieri Marine Group (FMG) e la US Navy hanno raggiunto un accordo per la ridefinizione del programma delle fregate Constellation-class, nell’ambito della revisione complessiva della flotta avviata dalla Marina statunitense.
L’intesa prevede la prosecuzione dei lavori sulle prime due unità attualmente in costruzione presso il cantiere Fincantieri Marinette Marine (Wisconsin), con consegne confermate nel 2028-2029, mentre viene disposta la discontinuità contrattuale sulle altre quattro fregate già ordinate, in linea con le mutate priorità strategiche della US Navy, orientate verso piattaforme più piccole, versatili e idonee ad architetture manned/unmanned.
Nell’ambito dell’accordo, la US Navy indennizzerà Fincantieri per i lavori svolti e i materiali acquistati relativi alle quattro unità cancellate.
Parallelamente, Fincantieri si posiziona per ricevere nuovi ordini in segmenti considerati prioritari dalla Marina USA, tra cui anfibie, rompighiaccio e special mission vessels, che entreranno progressivamente nel backlog man mano che verranno finalizzati.
L’intesa garantisce continuità operativa e visibilità dei carichi di lavoro per il “Wisconsin System of Yards”, che conta circa 3.750 dipendenti e ha beneficiato di oltre $800mn di investimenti industriali da parte di Fincantieri negli ultimi anni.
Effetto
A nostro avviso l’accordo rappresenta un esito strategicamente positivo per Fincantieri, nonostante la cancellazione delle quattro unità Constellation, per un valore complessivo di ~€1.8bn che escono dal backlog.
La “termination for convenience” include infatti un indennizzo completo per i costi sostenuti, limitando l’impatto economico immediato (che si tradurrà in effetti one-off sui ricavi per il 2025 e il 2026), mentre la continuità produttiva sulle prime due fregate e la prospettiva di nuovi ordini in segmenti ad elevata priorità strategica mitigano il rischio di sottoutilizzo degli stabilimenti USA.
Dal punto di vista industriale, riteniamo che l’intesa consenta a Fincantieri di ri-allineare la propria capacità produttiva verso piattaforme più coerenti con le priorità strategiche della Marina USA (piattaforme più snelle e “mission-driven”), in una fase in cui il programma Constellation stava diventando sempre più complesso e soggetto a modifiche incrementali, con potenziali pressioni sulla profittabilità per il Gruppo. Le nuove tipologie di unità indicate dalla US Navy (anfibie, icebreakers, special mission vessels), al contrario, presentano caratteristiche di maggiore modularità ed efficienza produttiva, lasciando presumere un profilo più favorevole in termini di marginalità.
A livello di equity story, riteniamo che nonostante ci sia stata la cancellazione di una parte significativa del programma, l’accordo vada letto come una ridistribuzione del backlog più che una perdita netta, con prospettive di sostituzione delle quattro unità cancellate tramite nuovi programmi che meglio rispondono alle priorità della US Navy. Il tema chiave diventa quindi la qualità dei futuri ordini e il loro margine industriale, coerente con quelle che ci aspettiamo essere le direttrici del nuovo Piano Strategico 2026-2030 che verrà presentato nel corso del 1Q26.
Azioni menzionate
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