Exor - Discussioni in corso con Tata Group per Iveco
Iveco rappresenta circa il 3,3% dell'attuale NAV di Exor

Fatto
Stando a quanto riportato da Reuters, EXOR sarebbe in trattative con la società indiana Tata Group per la cessione della quota di maggioranza in Iveco. I colloqui in corso riguarderebbero la quota del 27% in Iveco detenuta da Exor e non includerebbero Iveco Defence Vehicles (Idv), la divisione attiva nella produzione di veicoli per la difesa, per la quale resta allo studio un processo di spin-off o cessione ad un altro operatore attivo in ambito difesa.
Effetto
Il portafoglio totale di Exor ha un valore di poco inferiore ai €40bn, e include, tra le altre, partecipazioni nel produttore di auto di lusso Ferrari e nella casa automobilistica Stellantis.
Iveco rappresenta circa il 3.3% dell'attuale NAV di Exor, con una partecipazione del valore di ~€1.4bn.
L’obiettivo, come rilanciato da indiscrezioni di stampa, più volte negli scorsi mesi resta quello di diversificare gli investimenti, acquisendo una partecipazione rilevante in una nuova società. In tal senso, nel 2023, Exor ha acquisito una quota del 15% nel produttore di apparecchiature mediche Philips. La sua partecipazione in Philips è ora salita a quasi il 19%. Riteniamo che Exor possa utilizzare una strategia simile per il suo prossimo deal. In particolare, stando alle indiscrezioni di stampa, per il momento Exor avrebbe stanziato ~€2bn derivanti dalla cessione parziale della sua quota in Ferrari per investire in una società statunitense o europea. Dopo aver infatti ricevuto ~€3bn dalla transazione Ferrari all'inizio del 2025, e averne investito €1bn per un buyback, ora Exor cercherà di acquistare una partecipazione tra il 10% e il 15% in una nuova società.
Stando a questi parametri, le aziende target dovrebbero avere un valore di mercato nell'ordine dei €20bn.
L’obiettivo rimane quello di diversificare i propri interessi dal settore automobilistico verso nuove aree come la sanità, i beni di lusso e la tecnologia.
Secondo le nostre stime, Exor è attualmente scambiata con uno sconto di poco inferiore al 50% rispetto al NAV, il che sembra eccessivo, sebbene le prospettive macroeconomiche rimangano difficili per alcune delle principali società in portafoglio.
Azioni menzionate
Advertisement

