Fatto
Bialetti ha comunicato che sono in corso trattative con Nuo Capital, fondo partecipato al 50% da Exor e al 50% da Stephen Cheng, per la cessione di una partecipazione di maggioranza e il conseguente delisting. Le voci riportate dal Messaggero, secondo cui il prezzo sarebbe stato fissato a 170 milioni di euro e sarebbe coinvolta anche Jakyval, una società lussemburghese legata alla famiglia Guerrand Hermes, sono state smentite.
Nuo Capital dovrebbe acquisire la quota degli attuali azionisti, Francesco Ranzoni, che detiene il 50%, e Sculptor Holding, che possiede il 19,5%. Non è prevista un’offerta pubblica di acquisto, poiché Bialetti è dal 2018 sotto l'articolo 182 bis della legge fallimentare.
Altro dossier aperto. Il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha confermato gli obiettivi sportivi, economici e finanziari del piano strategico 2024/2025 - 2026/2027, ma ha sottolineato la necessità di rafforzare la posizione patrimoniale e finanziaria della società, con un aumento di capitale minimo di 15 milioni di euro, fino al 10% dell'attuale capitalizzazione di mercato (114 milioni di euro su una capitalizzazione totale di 1,14 miliardi di euro).
L’azionista di maggioranza Exor ha espresso il suo supporto per questa operazione, impegnandosi a sottoscrivere l’intero aumento di capitale, con un anticipo di 15 milioni di euro come conferimento in denaro. L'approvazione definitiva avverrà al termine della stagione sportiva e della campagna trasferimenti estiva.
Effetto
Le due operazioni non comportano un esborso immediato significativo per Exor, che potrebbe proseguire con altre operazioni di ristrutturazione e creazione di valore per società come Bialetti, confermando il suo impegno a lungo termine nel sostegno patrimoniale della Juventus.
Questo è coerente con quanto emerso dalla presentazione dei risultati del 2024, in cui le dichiarazioni del management e l’abbassamento dell’obiettivo di Loan-to-Value ratio al 10% (dal precedente 15%) non suggeriscono investimenti significativi nel breve termine.
Attualmente, Exor tratta con uno sconto sul valore netto delle attività di circa il 50%, che riteniamo eccessivo, anche se il contesto macroeconomico rimane sfidante per alcune delle principali società nel portafoglio.