Diasorin - Proposta di potenziamento del voto maggiorato
Principali punti dall’articolo de La Repubblica

Fatto
Principali punti dall’articolo de La Repubblica su proposta potenziamento voto maggiorato, approvata lo scorso 28 febbraio dall’EGM di Diasorin e che consente di aumentare massimo a 10 voti per azione con detenzione ininterrotta su 10 anni, come previsto dalla Legge Capitali.
• Votazione:
o 79.1 milioni di voti presenti (89.7% diritti di voto).
o 64.9 milioni favorevoli (73.6% dei diritti di voto).
o 14 milioni contrari o astenuti (16% dei diritti di voto).
• Azionisti favorevoli: Finde (Denegri) con oltre il 57% dei diritti di voto, Sarago (Rosa) con oltre il 10%.
• Effetto previsto: I diritti di voto di Finde saliranno al 62,7% nel 2025 e al 70,8% nel 2030.
• Investitori contrari (14 milioni di voti):
o Fondi esteri: Allianz, DWS, Amundi, Aviva, BlackRock, BNY Mellon, Bridgewater, Fidelity, JP Morgan, Vanguard, UBS.
o Fondi italiani: Azimut, Bancoposta Fondi, Generali.
• Principali timori degli investitori:
o Diluzione del potere delle minoranze.
o Lettera dell'ICGN al MEF: voto maggiorato definito “problematico”, rischio per la competitività del mercato italiano.
• Diritto di recesso in scadenza
o Scadenza per l’esercizio del recesso: domani (18 marzo 2024).
o Prezzo recesso: 103.05€, in the money rsipetto alla chiusura di veneredi a 95.44€.
Effetto
Le azioni oggetto di recesso, esercitabile fino a domani (18 marzo 2025) al prezzo di 103.05€ per azione, saranno offerte in opzione agli azionisti esistenti.
Il processo di riattribuzione potrebbe ragionevolmente protrarsi fino ad agosto 2025, impedendo agli azionisti recedenti di incassare nel frattempo il dividendo 2024 (Eu1.20/azione, pagamento 21 maggio). Dal punto di vista strategico, il potenziamento del voto maggiorato punta a rafforzare la struttura del capitale, sostenendo la crescita globale di lungo periodo in un mercato fortemente competitivo e caratterizzato da una continua innovazione tecnologica.
Questo strumento potrebbe favorire acquisizioni tramite scambio azionario, alleanze strategiche e operazioni sul capitale, rafforzando la base azionaria nel lungo termine. Allo stesso tempo, la proposta potrebbe agevolare eventuali futuri placement da parte dell'azionista di maggioranza, permettendogli di conservare un controllo più ampio sui diritti di voto rispetto all'attuale meccanismo di voto multiplo (2 voti per azione, se detenuta ininterrottamente per almeno due anni). Vediamo quindi implicazioni pressoché neutrali sul titolo, mentre le possibili ripercussioni in ambito ESG sul fronte governance restano da valutare, ma non ci aspettiamo impatti significativi.
Azioni menzionate
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