Diasorin - Life Science, Thermo Fisher valuta cessione parziale

L’asset potrebbe attrarre l’interesse di fondi di private equity e operatori del settore diagnostico

Autore: Redazione
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Fatto

Il Financial Times riporta che Thermo Fisher Scientific (TMO) intende cedere parte della propria divisione diagnostica per un valore di circa 4 miliardi di dollari. L’operazione riguarda le attività nei test per allergie e malattie autoimmuni acquisite nel 2011 per 3,5 miliardi (ex Phadia), che generano ricavi annui per circa 1 miliardo.

La decisione si inserisce in una più ampia revisione strategica del portafoglio, con l’obiettivo di focalizzarsi su aree a maggiore crescita e redditività. L’asset potrebbe attrarre l’interesse di fondi di private equity e operatori del settore diagnostico.

Effetto

La decisione di Thermo Fisher Scientific di cedere la propria attività nel settore Life Science, con un valore d’impresa (EV) stimato in circa quattro miliardi di dollari — che implica un multiplo pari a quattro volte il rapporto tra valore d’impresa e fatturato — è coerente con l’attuale valutazione sia di Thermo Fisher sia dell’intero settore.

Una scelta simile è stata recentemente annunciata da Becton Dickinson, che ha avviato il processo di separazione della propria divisione Life Sciences, valutata intorno a ventuno miliardi di dollari statunitensi, equivalente a circa sei volte il rapporto EV/Sales. L’obiettivo di Becton Dickinson è cedere tale attività a fondi di investimento specializzati in operazioni di acquisizione (private equity) oppure procedere con una quotazione autonoma in borsa.

La nuova società, dedicata esclusivamente al settore Life Sciences, sarà focalizzata sulla crescita e opererà con un modello di ricavi ricorrenti, mostrando un significativo potenziale di espansione nelle soluzioni per la diagnostica e la ricerca. A livello globale, il mercato potenziale indirizzabile (addressable market) per il settore Life Science è stimato da Becton Dickinson in oltre ventidue miliardi di dollari statunitensi, con una crescita attesa in un intervallo compreso tra il cinque e il nove per cento annuo (tassi medi o medio-alti a una cifra).

Le recenti decisioni dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump hanno riacceso l’incertezza nel settore Life Sciences, alimentando timori legati a possibili tagli ai finanziamenti per la ricerca pubblica, restrizioni all’esportazione verso la Cina e un approccio geopolitico più isolazionista. Questi fattori potrebbero influenzare negativamente le aziende statunitensi più attive a livello internazionale.

Diasorin risulta solo marginalmente esposta a questo segmento, che si stima rappresenti circa il tre per cento del fatturato consolidato. I ricavi relativi al settore Life Science contribuiscono per circa il venti per cento al fatturato del segmento Licensed Technologies (LTG), che a sua volta incide per circa il quindici per cento sui ricavi totali del gruppo.

La direzione aziendale prevede che la fase di debolezza del segmento LTG possa proseguire almeno per la prima metà dell’anno. Ulteriori dettagli sono disponibili nel nostro recente rapporto di anteprima. Si ricorda che il segmento LTG è attualmente la divisione con la più alta redditività del gruppo, con circa un terzo del business fondato su royalties pluriennali, seguita dalle divisioni di immunodiagnostica e diagnostica molecolare.

Il titolo Diasorin è attualmente scambiato a valutazioni in linea con il settore, pari a tredici volte il valore d’impresa rispetto al margine operativo lordo atteso per il 2025 e ventidue volte il rapporto prezzo/utili per il 2025.



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