Diasorin - Impatti minimi dai dazi USA, interesse per l'India
In un’intervista al Corriere della Sera di ieri, il CEO Carlo Rosa si dice fiducioso nelle prospettive del mercato USA

Fatto
In un’intervista al Corriere della Sera di ieri, il CEO Carlo Rosa si dice fiducioso nelle prospettive del mercato USA anche sotto l’attuale amministrazione Trump, ritenendolo “un mercato che premia l’innovazione e dove bisogna esserci”. Gli USA rappresentano oggi oltre il 50% del fatturato del gruppo e il 40% del mercato globale della diagnostica. L’adozione di un modello produttivo “local for local” – con l’85% dei prodotti destinati al mercato americano realizzati direttamente negli USA – consente all’azienda di mitigare l’impatto di eventuali tensioni commerciali o misure tariffarie. Dopo l’estate, il gruppo valuterà l’ingresso nel mercato indiano, considerato strategico per l’ampiezza della classe media, che supera i 250 milioni di persone, e per la crescente domanda di diagnostica avanzata. Parallelamente, è in corso il processo relativo al potenziamento del voto maggiorato, strumento funzionale a supportare strategie di crescita per linee esterne – quali acquisizioni, alleanze strategiche, emissioni o scambi azionari – e a garantire al contempo continuità e stabilità nella governance.
Effetto
L’esposizione limitata ai dazi negli Stati Uniti era un elemento già noto, mentre la vera novità è l’interesse per un’ espansione in India, mercato in cui Diasorin è già attiva, seppur con una presenza ancora marginale (stimiamo c.1% del fatturato), ma in crescita a doppia cifra.
In questo scenario, un deal in India potrebbe rappresentare una delle ragioni alla base del potenziamento del meccanismo di voto maggiorato – approvato dall’EGM del 28 febbraio – come strumento utile ad agevolare future operazioni di M&A, finanziabili anche in carta, preservando il controllo in capo agli attuali azionisti di riferimento Diasorin.
Entro fine 2025 stimiamo una leva di 1.0x EBITDA (in calo rispetto a 1,6x a fine 2024) e il ritorno a una posizione di cassa netta positiva entro fine 2027, con una stima di circa Eu41mn o 0.1x l’EBITDA, in linea con il target indicato dal Gruppo. Stimiamo un firepower complessivo in area Eu1.4bn.
Assumiamo infatti un potenziale releverage fino a 2.5x EBITDA, che si tradurrebbe in una capacità di fuoco sulla componente cash di circa Eu650mn.
A questo si potrebbe aggiungere, ai prezzi correnti di Diasorin (market cap da Eu5.2bn), una componente in carta >Eu700mn, ipotizzando un aumento di capitale che comporterebbe una diluizione del principale azionista FINDE SS (famiglia Denegri) dal 57.25% al 50.1% dei diritti di voto, senza la perdita del controllo.
Quest’ultima componente potrebbe essere sensibilmente innalzata se dovesse esser definitivamente approvato il potenziamento del meccanismo di voto maggiorato, che prevede il passaggio dagli attuali 2 voti per azione (attribuiti dopo 2 anni di detenzione continuativa) fino a un massimo di 10 voti per azione, attraverso un incremento progressivo annuale del diritto di voto fino al decimo anno di possesso.
Azioni menzionate
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