Azimut - Verso la trimestrale: focus su commissioni e The New Bank
La raccolta netta del primo trimestre 2025 è stata molto positiva, attestandosi a 4,5 miliardi di euro (2,3 miliardi escludendo l’acquisizione di KCM a febbraio)

Fatto
I risultati di Azimut verranno pubblicati l’8 maggio.
Nel dettaglio, ci aspettiamo ricavi totali pari a 327,7 milioni di euro, con commissioni di ingresso per 5 milioni di euro (in crescita del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), commissioni di gestione per 290 milioni di euro, commissioni di performance leggermente negative a causa dell'effetto penalizzante del meccanismo delle fulcrum fees, altre commissioni pari a 7,1 milioni di euro e commissioni assicurative per 35 milioni di euro (in calo del 30% su base annua).
Il confronto annuale è influenzato negativamente dal deconsolidamento delle attività in Australia, che nel periodo precedente avevano contribuito per circa 35 milioni di euro.
I costi operativi sono attesi a 184,4 milioni di euro, con costi di distribuzione pari a 108 milioni di euro, costi del personale a 68 milioni di euro e ammortamenti e svalutazioni per 8,2 milioni di euro.
L’utile operativo è previsto a 143 milioni di euro, l’utile ante imposte a 145 milioni di euro e l’utile netto, al netto delle minoranze, a 105,4 milioni di euro.
Effetto
La raccolta netta del primo trimestre 2025 è stata molto positiva, attestandosi a 4,5 miliardi di euro (2,3 miliardi escludendo l’acquisizione di KCM a febbraio), interamente riconducibile al risparmio gestito, in forte aumento rispetto agli 800 milioni di euro del primo trimestre 2024.
Il risultato ha beneficiato di andamenti favorevoli in tutte le aree geografiche, in particolare in Italia, Singapore e grazie al contributo di Nova. I trend di raccolta si sono dimostrati sorprendentemente solidi negli ultimi mesi, e restiamo in attesa di indicazioni circa la possibilità di mantenere questi livelli anche nei prossimi trimestri.
In generale, il 2025 è impattato dal deconsolidamento delle attività Australiane dopo la cessione della quota di maggioranza a Oaktree. Riteniamo che Azimut possa confermare le guidance sul 2025 che prevedono un utile netto di almeno 400 milioni escludendo impatti dall’operazione di spin-off parziale della rete distributiva italiana.
L’Assemblea del 30 aprile prevede il rinnovo del CdA e dovrebbe essere confermata l’attuale governance, tuttavia la composizione del consiglio potrebbe dipendere anche dai voti ottenuti dalla lista di minoranza presentata da Assogestioni.
Inoltre, ci aspettiamo nelle prossime settimane indicazioni sull’andamento dei colloqui con FSI per l’ingresso con una quota rilevante nel progetto TNB (The New Bank). L’evoluzione di questo progetto rimane un elemento cruciale per l’equity story e per consentire una chiusura del gap valutativo a cui tratta il titolo rispetto al settore.
Azioni menzionate
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