Amplifon - L'operatore low-cost italiano Othopharma punta a quotazione

Attiva da oltre 30 anni nel settore dell’hearing care, l’anno fiscale 2024 si è chiuso con ricavi pari a 15,1 mln (+29% YoY)

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore riporta che Otopharma, produttore italiano di apparecchi acustici distribuiti principalmente attraverso il canale farmaceutico, punta alla quotazione su EGM entro l’estate.

Attiva da oltre 30 anni nel settore dell’hearing care, l’anno fiscale 2024 si è chiuso con ricavi pari a Eu15.1mn (+29% YoY) e un EBITDA di Eu3mn, con un margine del 19.7%.

Nei primi cinque mesi di questa anno, l’azienda ha registrato una crescita ancora a doppia cifra. Il modello di business, basato su una rete capillare di farmacie affiliate – oggi oltre 4,000 – prevede un approccio strutturato e personalizzato per ogni paziente.

Nel solo 2024 sono stati venduti circa 12,500 apparecchi acustici e, dal gennaio 2023, sono state effettuate oltre 14,000 visite in telemedicina audiologica.

I fondi raccolti con la quotazione serviranno per supportare lo sviluppo industriale, potenziare la rete (espansione forza vendite e maggiore penetrazione canale farmacie) e rafforzare la capacità produttiva, inclusa una nuova sede operativa in Lombardia, ma anche guardare a potenziali operazioni straordinarie. 

Effetto

Dal sito web emerge un posizionamento di prezzo decisamente low cost rispetto ai player tradizionali: Otopharma propone apparecchi acustici su misura a un “prezzo sociale” di 850 euro + IVA 4%, con possibilità di finanziamento personalizzato, contro i 4-5 mila euro generalmente richiesti dai canali specializzati.

Tuttavia, trattandosi di un servizio essenziale e non discrezionale, riteniamo che la leva prezzo giochi un ruolo marginale nelle scelte dei consumatori: è più plausibile che l’acquisto venga semplicemente rimandato, piuttosto che orientato su soluzioni low cost.

Di conseguenza, non vediamo impatti rilevanti per Amplifon e competitor.

Il modello si fonda su barriere all’ingresso rilevanti: brand commerciale solido, rete distributiva capillare (Amplifon ha 3.8k punti vendita in Italia) e – soprattutto – una presenza fisica di audioprotesisti nei punti vendita, risorsa rara e vero elemento distintivo. Considerata l’età media della clientela (over 75), le visite in telemedicina ci sembrano poco efficaci nel garantire lo stesso livello di servizio.

L’IPO potrebbe essere legata a esigenze di passaggio generazionale — data la gestione familiare e la guida della famiglia Bartolomucci — oppure al fatto che Otopharma sia rimasta fuori dal radar M&A dei grandi operatori, per via delle dimensioni contenute o di un disallineamento valutativo. In assenza di chiare prospettive di scale-up, una quotazione potrebbe quindi presentare elementi di fragilità sul piano dell’equity story.  

A livello valutativo, ipotizzando per il 2025 una crescita a doppia cifra dell’EBITDA e applicando un multiplo di 9x — in linea con quello a cui scambia attualmente Amplifon — stimiamo per Otopharma un enterprise value intorno a Eu30mn. 



Azioni menzionate

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