TIM - Quale sarà la nuova strategia post cessione NetCo?

Approfondimento del Corriere della Sera

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Il Corriere della Sera nell’inserto Corriere Economia pubblica un articolo sulla nuova strategia di TIM post cessione NetCo. Previste operazioni di M&A sia per il segmento Consumer che per quello Enterprise. Per il segmento Consumer, i target sono sostanzialmente due: Iliad Italia e Poste Mobile.

Per il segmento Enterprise, oltre a ricordare l’interesse di CVC per l'acquisto di una quota minoritaria (un’offerta era stata già rifiutata dal CdA di TIM perché ritenuta troppo bassa), il giornale aggiunge che TIM potrebbe guardare a Engineering, Maticmind e Lutech, tutte di proprietà o partecipate da fondi di private equity. Il CEO Labriola sarà chiamato a risolvere anche la questione Vivendi, che si è detta pronta a uscire dal suo investimento in TIM, ma non a qualsiasi prezzo. La conversione delle azioni di risparmio di TIM potrebbe aiutare a semplificare la struttura del capitale e diluire la quota di Vivendi dal 23.75% al 16%, ma si tratta tuttavia di un’operazione non banale considerando il premio a cui trattano le azioni di risparmio, e sarà necessario quindi un approccio step-by-step come suggerito da Labriola.

Effetto

Nessuna novità dall’articolo che ripercorre a grandi linee la strategia della nuova TIM. Sul segmento Business, ricordiamo che Apax ha da poco avviato la cessione di Lutec per circa Eu1bn (MF, 21 giugno), che implica un multiplo di 10x EV/EBITDA coerente con quello da noi adottato nella nostra SOP per TIM Enterprise (Eu7.6bn, 10.5x EV/EBITDAaL’24E). Nei recenti meeting con gli investitori, il management di TIM non ha escluso per TIM Enterprise un ruolo di consolidatore del mercato, puntando ad asset come Lutech /Engineering (acquistata nel 2020 da Bain Capital per Eu1.6bn) / MaticMind (CVC al 70%, CDP al 15%, altro socio al 15%).  Il consolidamento con altre realtà ICT è coerente con la strategia di crescita delineata dal management nel corso del Capital Markets Day di marzo e dovrebbe consentire a TIM Enterprise di rafforzarsi anche in vista dell'imminente fusione tra Fastweb e Vodafone Italia (closing atteso entro il 1Q25). Sulla divisione Consumer, un eventuale deal tra TIM  e PosteMobile avrebbe minori rischi antitrust rispetto a una combinazione con Iliad a livello di concentrazione sia di quote di mercato mobile residenziale (TIM al 21.9%, PosteMobile al 5.9%, Iliad al 15.8%) sia di spettro (PosteMobile è un MVNO, su rete Vodafone) e potrebbe garantire interessanti sinergie dall'ottimizzazione della rete distributiva e dei servizi a valore aggiunto offerti oggi da PosteMobile, ma andrà verificata la posizione di Poste Italiane sulla strategia di valorizzazione dell'asset. Per quanto riguarda le ipotesi di riassetto della struttura del capitale, la conversione delle azioni di risparmio unitamente al ripristino del dividendo ordinario, potrebbe determinare un massiccio ritorno di interesse presso investitori istituzionali. Nel ribadire la nostra view positiva sul titolo (TP: Eu0.38), manteniamo una preferenza per le azioni di risparmio (TP: Eu0.40) per riflettere il possibile pagamento dei dividendi arretrati con il ritorno all’utile di TIM S.p.A. (specie in caso di significativa plusvalenza dalla cessione di NetCo e della sopravvenienza attiva dalla restituzione del canone 1998 per circa Eu1bn) ma anche l’opzionalità legata alla conversione (su cui tuttavia sarà necessario il supporto di VIV).



Azioni menzionate

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