TIM - Open Fiber sospende l'accordo commerciale con Fibercop

Non vediamo particolari criticità nella possibilità per TIM di siglare nuovi accordi per l'affitto delle linee con provider diversi da FiberCop.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Secondo il Sole24Ore, Open Fiber ha sospeso la collaborazione con FiberCop per l'affitto di un milione di linee nelle aree nere, necessarie per TIM. La decisione arriva in risposta alla proposta di FiberCop di sostituire Open Fiber in alcune aree grigie finanziate con i fondi PNRR, mettendo a rischio un accordo commerciale tra le due società.

A partire dal 3 novembre, TIM avrà mani libere per stringere accordi commerciali con Open Fiber o con altri operatori.  Open Fiber ha accusato FiberCop di ostacolare le sue attività e di ridurre il suo valore in vista di una possibile fusione. Il mercato attende ora il responso di Infratel, mentre Open Fiber sta valutando un eventuale ricorso legale.

Il CEO di FiberCop, Ferraris, ha annunciato un piano di investimenti da Eu12bn per i prossimi 5 anni, che vedrà la posa di nuova fibra (investimenti da Eu1.4bn) e la manutenzione dei 24mln di km di rete proprietari. Quanto all’ipotesi di nozze con Open Fiber, Ferraris ha detto che spetta agli azionisti valutare queste iniziative e che ci sono aspetti regolatori, finanziari ed economici che vanno valutati. 

Effetto

Non vediamo particolari criticità nella possibilità per TIM di siglare nuovi accordi per l'affitto delle linee con provider diversi da FiberCop.

L'attenzione rimane semmai sulle effettive chance per FiberCop e Open Fiber di raggiungere un accordo commerciale o societario entro 30 mesi dal closing dell'acquisizione di FiberCop da parte di KKR (fine dicembre 2026), evento che  consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), già parzialmente incorporato al 50% nel nostro TP di Eu0.38 su TIM.

Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse ad evitare il default di OF, non solo per la maggiore esposizione economica in OF (al 60% controllata da CDP) rispetto a FiberCop ma anche considerando il rischio di perdere Eu1.8bn di fondi PNRR se il progetto Italia a 1Giga non venisse completato entro giugno 2026. Inoltre, per l’ottenimento di un regime regolatorio incentivante in stile RAB a favore di FiberCop, che renderebbe ancora più conveniente l'exit di KKR (e comporterebbe un ulteriore earnout di Eu0.4bn a favore di TIM) è nell’interesse stesso di KKR collaborare attivamente con il governo italiano.

Dal canto suo, il governo potrebbe porre condizioni più stringenti per FiberCop, ad esempio anticipando la scadenza per lo switch off dal rame alla fibra (il 2030 è il termine ultimo fissato dalla UE), che comporterebbe maggiori investimenti per FiberCop nel breve termine.



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