TIM - Indicazioni da convegno di ieri
Quota 3% in Inwit: potrebbe essere ceduta da TIM rapidamente.

Fatto
Principali indicazioni dal convegno di ieri “Telco per L’Italia” organizzato da CorCom, a cui ha partecipato anche l’AD di TIM Labriola, quello di Iliad Italia Benedetto Levi e quello di Open Fiber, Gola.
• TIM Enterprise: TIM intende giocare un ruolo di primo piano, anche attraverso nuove acquisizioni su cloud, cybersecurity, internet of things. Il 70% della cassa di TIM proviene da Tim Brasile e Tim Enterprise, che sono ad alta redditività.
• Sparkle: Labriola ottimista sull'arrivo di una nuova offerta da Mef/Asterion
• Quota 3% in Inwit: potrebbe essere ceduta da TIM rapidamente.
• Azioni Risparmio: confermata l'intenzione di TIM di procedere alla conversione delle azioni risparmio in un futuro ma occorre fare un passo alla volta.
• Netco: società non quotata che avrà un picco di investimenti nel breve termine, per poi diventare un business con un rendimento a medio-lungo periodo garantito e attrattivo per gli investitori.
• Iliad: dopo il mancato deal con Vodafone, confermata la strategia di crescita standalone, con l’ambizione di crescere anche su altri segmenti come fibra e B2B. Confermato interesse per un eventuale M&A di size rilevante in Italia (pensiamo riferito ad una combinazione con TIM Consumer o Wind3). La guerra dei prezzi sul segmento mobile consumer non è colpa di Iliad ma della pratica in uso da parte di altri operatori di ricorrere offerte nascoste (circa l’80% delle offerte consumer, secondo un recente studio) riservate ad ex clienti, con un approccio commerciale asimmetrico. Auspicato un intervento legislativo per riportare il mercato italiano in linea con quelli europei e restituire certezza.
• Open Fiber: la copertura delle aree bianche (ad oggi completate al’88%) sarà completata a metà 2025, sulle aree grigie OF sta accelerando anche grazie all’accordo commerciale raggiunto con TIM, ma il vero nodo resta il tasso di adozione della fibra (Italia al 27% contro il 68% della Francia e l’80% della Spagna). OF sta attivando quasi 20mila clienti al mese, più del doppio di quanto faceva prima. OF sta intervenendo con un diverso approccio commerciale, in cui lavora, certamente, come operatore wholesale con i suoi partner, ma, nelle aree bianche, anche con un supporto alle vendite tramite presenza diretta.
Effetto
Non emergono nuovi spunti. Per quanto concerne l’eccessiva competizione nel segmento mobile consumer, ricordiamo che lo scorso ottobre il governo stava valutando un emendamento all DDL Concorrenza per vietare le offerte “operator attack”, a valle anche delle critiche espresse da AGCOM e dall’antitrust. Secondo le authority, questa pratica è commercial mente distorsiva e asimmetrica perchè discrimina i clienti in base all’operatore di provenienza con offerte underground commercializzate al di fuori d el portafoglio standard degli operatori, sfruttando la portabilità del numero.
Se la misura dovesse essere riconsiderata dal governo come auspicato da Iliad, questo potrebbe portare a un rincaro delle promozioni più basse e metterebbe fine alla guerra a Il iad e agli MVNO nella quale i grandi gestori negli ultimi anni hanno accettato di diluire il proprio ARPU pur di riconquistare con offerte win -back e below -the-line una fascia di clienti basso spendenti e altamente infedeli. Va sottolineato che negli ultim i trimestri, malgrado anche l’inasprimento della guerra sui prezzi sul segmento basso spendente (HoMobile e Tiscali hanno di recente aperto le loro offerte al 5G, a Eu9.99/mese), TIM è comunque riuscita a quasi stabilizzare l’ARPU mobile consumer (Eu10.6/ mese nel 1Q23, - 0.6% YoY) grazie sia ad una maggiore razionalità da parte dei principali competitor ma anche al repricing selettivo che nel 2023 aveva riguardato circa 7.3mn di clienti consumer e 0.3mn di utenze SME, con upside complessivo di Eu30mn sul fa tturato.
Azioni menzionate
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