TIM - Ferraris (FiberCop): piano da 12 mld di investimenti in 5 anni

Il nuovo piano standalone di FiberCop è in aperta concorrenza con quello di OF 

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

In una intervista a Milano Finanza di sabato, Luigi Ferraris, CEO di FiberCop, parla del piano di investimenti da Eu12bn in cinque anni per sviluppare l'infrastruttura di rete e mirato alla sostituzione del rame con la fibra. In merito alla possibilità di una fusione con Open Fiber, Ferraris afferma che la decisione dipenderà dagli azionisti e dalle condizioni di mercato analizzando gli aspetti regolatori, economici e finanziari. FiberCop è pronta a collaborare con Open Fiber, pur mantenendo un focus stand-alone nel nuovo piano che sarà presentato a inizio 2025. Ad oggi, il 35% dei lavori finanziati dal PNRR è stato completato, con una scadenza fissata per giugno 2026.

Effetto

Il nuovo piano standalone di FiberCop in aperta concorrenza con quello di OF ma anche il recente deterioramento delle relazioni commerciali tra le due società rafforza, a nostro parere, il razionale industriale e la necessità di una possibile combinazion e. Un eventuale accordo commerciale o societario potrebbe essere raggiunto entro 30 mesi dal closing dell'acquisizione di FiberCop da parte di KKR (ovvero entro fine di dicembre 2026), consentendo a TIM di incassare l’earnout fino a Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), già incorporato al 50% nel nostro target price su TIM di 0.38 euro.

Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse a prevenire il fallimento di Open Fiber, non solo per la maggiore esposizione rispetto a quella in FiberCop (tramite CDP controlla il 60% di Open Fiber e tramite il MEF il 16% in FiberCop), ma anch e a causa del rischio di perdere Eu1.8bn di fondi del PNRR se il progetto "Italia a 1 Giga relativo alla copertura delle aree grigie non fosse completa to entro giugno 2026.

Allo stesso tempo, il governo potrebbe attuare una strategia del “bastone e della carota” nei confronti di KKR per la creazione di una rete unica.

Da un lato, è nell’interesse stesso di KKR collaborare attivamente con il governo itali ano per l’ottenimento di un regime regolatorio incentivante in stile RAB a favore di FiberCop, che renderebbe ancora più conveniente l'exit di KKR dal suo investimento in FiberCop e comporterebbe un ulteriore earnout di Eu0.4bn a favore di TIM.

Dall’altro, il governo potrebbe porre condizioni più stringenti per FiberCop, ad esempio anticipando la scadenza per lo switch off dal rame alla fibra (il 2030 è il termine ultimo fissato dalla UE), che comporterebbe maggiori investimenti per FiberCop nel breve termine.



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