TIM - Attesa oggi la prima udienza sul ricorso ordinario di Vivendi

Dovrebbe avere carattere solo interlocutorio.

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

È fissata per oggi la prima udienza sul ricorso ordinario presentato in sede civile da Vivendi contro la vendita dalla rete di TIM a KKR. Nel comunicato stampa del 22 aprile, VIV ha annunciato la decisione di astenersi dal voto all'Assemblea Generale per il rinnovo del CdA di TIM, facilitando così la conferma dell’attuale management. Inoltre, i francesi hanno confermato l'intenzione di proseguire con determinazione il ricorso ordinario contro la delibera del Consiglio di Amministrazione di novembre 2023 presso il tribunale di Milano, oltre a utilizzare ogni altro strumento giuridico a loro disposizione per tutelare i propri diritti.

Effetto

Questa prima udienza sul ricorso ordinario presentato da VIV dovrebbe avere carattere solo interlocutorio. In occasione dell’annuncio del deal a novembre, il management di TIM aveva manifestato un forte livello di convinzione sul percorso autorizzativo adottato, conforme alla normativa vigente e supportato da tre pareri legali secondo cui l’operazione è un atto gestorio di esclusiva competenza esclusiva del CdA. Ricordiamo che in base alle indicazioni del management la cessione di NetCo non comporta alcun cambio oggetto sociale (come invece sostenuto dai legali di VIV); quindi, nessuna necessità di sottoporla al voto dell’EGM.

Dal punto di vista legale e tecnico, la ServiceCo continuerà infatti a fornire servizi fissi pur non disponendo più della rete di accesso. Post cessione di NetCo, la ServiceCo domestica continuerà ad essere il maggiore operatore infrastrutturale nel mercato TLC italiano e potrà godere di un forte vantaggio competitivo sfruttando i suoi asset distintivi, conservando il controllo del resto dell’infrastruttura (spettro mobile, data center, IT, reti di trasporto e backhauling).  

I tempi del ricorso ordinario promosso da VIV potrebbero essere particolarmente lunghi rispetto a quelli di un ricorso di urgenza e non dovrebbero pregiudicare la possibilità di arrivare closing della cessione di NetCo  (atteso entro giugno). Di conseguenza, nel caso di un futuro pronunciamento del giudice a favore di VIV, le probabilità di annullare retroattivamente l'operazione e il trasferimento delle quote di NetCo a KKR/MEF ci sembrano alquanto remote.

Non escludiamo piuttosto la possibilità di raggiungere un accordo extragiudiziale con VIV, eventualmente attraverso indennizzi economici a suo favore che potrebbero rivelarsi funzionali a negoziare un’uscita da TIM. Non è chiaro, tuttavia, se il destinatario del procedimento sia l’intero CdA TIM e/o singoli consiglieri che hanno contribuito ad approvare la delibera. Ad ottobre erano circolate indiscrezioni di stampa su una potenziale exit di VIV da TIM ad un prezzo di circa Eu0.50/azione, malgrado le difficoltà nel trovare un compratore o piu compratori per rilevare in blocco la quota in TIM (controvalore di c. Eu1.8bn a Eu0.50/azione, il doppio rispetto alle valutazioni attuali).

In uno scenario puramente ipotetico, se un indennizzo di questa entità dovesse essere posto a carico di TIM, esso sarebbe comunque adeguatamente coperto dall'incasso dell'earnout (circa Eu2.9bn) relativi alla cessione di NetCo.



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