Stellantis - Meloni: sbagliata la transizione verso l'elettrico

La premier lo ha detto rispondendo ad un'interrogazione di Forza Italia

Autore: Redazione
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Fatto

Continuiamo a ritenere sbagliato sul piano industriale ma anche sul piano geopolitico perseguire unicamente la transizione verso l'elettrico, le cui filiere oggi sono in gran parte controllate dalla Cina".

La premier lo ha detto rispondendo ad un'interrogazione di Forza Italia.

La promessa è di promuovere l’utilizzo dei motori a combustione in Ue anche dopo la metà del prossimo decennio, attraverso l’uso di e-fuel e bio-fuel.

“Abbiamo ottenuto l’anticipo alla seconda parte del 2025 della revisione del regolamento sui veicoli leggeri. In quella sede punteremo a riaffermare il principio di neutralità tecnologica, aprendo a tutti i carburanti alternativi”.

Il Question Tim alla Camera è diventato anche occasione per giustificare la cancellazione degli incentivi auto in favore degli automobilisti, prevista dall’ultima legge di Bilancio, che ha confermato solo il sostegno alle imprese.

“Ci sono state critiche sulla rimodulazione del fondo automotive, ma ricordiamo che quelle risorse non favorivano gli investimenti, perché erano rivolte al sostegno all’acquisto di vetture attraverso l’Ecobonus. Dobbiamo però sapere che solo una piccola parte di questi acquisti andava ad auto prodotte in Italia. È la ragione per cui abbiamo rimodulato le risorse facendo attenzione all’indotto.

Abbiamo anche dialogato con Stellantis, che si è impegnata a mantenere in attività i suoi siti produttivi a tutela dell’occupazione e ad effettuare investimenti annui pari a 2 miliardi e acquisti da fornitori italiani per 6 miliardi fino al 2030”.

Effetto

Le parole del premier arrivano subito dopo che Jean-Philippe Imparato, responsabile europeo di Stellantis, ha annunciato una revisione del Piano Italia, il programma di rilancio dell’azienda citato proprio da Meloni e presentato a dicembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Le novità “non saranno in difesa”, specifica il manager italo-francese, ma punteranno su “motori giusti, soprattutto ibridi e range extender”.

Imparato si rivolge poi all’Europa, chiedendo di lavorare sui costi di regolamentazione, che “sono più importanti del costo del lavoro, e su quelli dell’energia, altro punto cruciale”.

La sua proposta è una politica di rottamazione europea che aggiorni il parco circolante da 256 milioni di vetture, metà delle quali con oltre 10 anni di vita, promuovendo l’ibrido e abbattendo così le emissioni.

Qualsiasi decisione a livello nazionale o europeo volta a rilanciare il settore strategico dell'automotive avrebbe forti ricadute sul titolo Stellantis, che è arrivato a perdere oltre il -70% negli ultimi dodici mesi. 



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