POSTE ITALIANE - Apertura del management per una possibile crescita all’estero

Al momento non ci sarebbero acquisizioni allo studio.

Autore: Team Websim Corporate
Poste_italiane_websim6

Fatto

Il DPCM approvato a settembre che consente la privatizzazione di una quota in mano al MEF non esclude che lo Stato possa scendere, nel medio-lungo termine e nel contesto di una terza tranche, al di sotto il 50% nel capitale di Poste.

Lo stesso DPCM esclude questa possibilità nel processo di privatizzazione che avverrà prima della fine del 2024.

Ieri, il DG ha ammesso che uno dei driver in futuro per la crescita di Poste Italiane potrebbe essere un’espansione nella logistica all’estero, guardando in particolare al mercato tedesco, considerando che in atto è già esistente una partnership con DHL.

Al momento non ci sarebbero acquisizioni allo studio.

Intanto, dopo le indiscrezioni di stampa delle scorse settimane sul la potenziale rinuncia da parte di Poste nell’ambito del Servizio Universale, il CEO e il DG hanno confermato che il Gruppo manterrà il suo impegno con le condizioni che si andranno a determinare nel rinnovo del contratto con il ministero delle Imprese e del Made in Italy nel 2026.

Effetto

Riteniamo che l’espansione all’estero non sia un tema nel breve termine, mentre l’attenzione rimane concentrata sull’operazione di privatizzazione di una quota di ~14% attualmente in mano al MEF.

Nessuna novità riguardo le tempistiche per questa operazione, che stando alle ultime indicazioni dovrebbe avvenire a fine ottobre con una durata di circa una settimana.

Ci aspettiamo che, coerentemente con quanto avvenuto in sede di IPO, possano essere previste forme di incentivazione per dipendenti e investitori retail ai quali riteniamo che possano andare almeno il 30% delle azioni oggetto di privatizzazione.

L’incentivazione potrebbe essere in forma di sconto o in forma di bonus shares (in sede di IPO previste per investitori retai l 1 azione aggiuntiva per ogni 20 sottoscritte da assegnarsi dopo 12 mesi dal collocamento, 1 ogni 5 per i dipendenti).

Riguardo il Servizio Universale per la consegna della posta, riteniamo che Poste Italiane sia attualmente l’unico gruppo presente in maniera capillare sul territorio in grado di garantire il servizio.

Ci aspettiamo che alla scadenza della proroga sul contratto, nel 2026, lo Stato possa rivedere al rialzo la remunerazione per il Gruppo che ci aspettiamo continuerà ad erogare il servizio anche nei prossimi anni.



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.