ITALIA - L'UE apre la procedura sul deficit per Italia e altri sei paesi

La procedura di infrazione era ampiamente prevista

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

: La Commissione UE ha ufficializzato ieri l’apertura della procedura per deficit eccessivo per Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Nel giudizio sugli indicatori macroeconomici, la Commissione UE ha valutato che l'Italia si trova ora in una situazione di 'squilibrio', in miglioramento rispetto al giudizio di 'squilibrio macroeconomico eccessivo' dello scorso anno. L’Italia ha chiuso il 2023 con un deficit pari al 7.4% del PIL e un debito superiore al 135% mentre i parametri previsti dal Patto di Stabilità pongono il limite del deficit al 3% e 60% per il debito pubblico. 

A novembre sarà la nuova Commissione a fissare, attraverso le nuove “raccomandazioni”, il percorso di rientro, tenendo presente che con le nuove regole in vigore dal primo gennaio 2024, quel che conta è la “traiettoria tecnica” espressa in piani strutturali di bilancio a medio termine volti a portare il debito pubblico su un percorso di riduzione “plausibile”, e il deficit portato e mantenuto al di sotto del 3% sempre nel medio termine.

Dopo aver ricevuto le raccomandazioni, il Governo italiano avrà a disposizione da 3 a 6 mesi per dimostrare di essersi adoperato per porre rimedio alla situazione prima di incorrere in eventuali sanzioni.

Effetto

La procedura di infrazione era ampiamente prevista dopo l’approvazione delle nuove regole del Patto di Stabilità in vigore da inizio 2024, dopo il periodo di sospensione deciso durante la pandemia.

Considerando le risorse a disposizione, crediamo che il percorso di rientro italiano possa contemplare anche il contributo derivante dall'attuazione del PNRR, attraverso la crescita del PIL e contestuale riduzione del rapporto con il debito pubblico e del deficit nel medio periodo.

In termini fattuali, le nuove regole prevedono che i Paesi sottoposti a procedura d’infrazione saranno esentati, nel primo triennio, e comunque fino a quando non avranno ridotto il deficit al di sotto del 3% del PIL, dal ridurre il debito di almeno un punto di PIL l’anno. Si applicherà invece l’obbligo di ridurre il deficit dello 0.5% all’anno, tenendo anche conto di alcuni fattori rilevanti come la possibilità nel triennio 2025-2027 di escludere dal conteggio la maggiore spesa per interessi sostenuta per effetto dell’aumento dei tassi.

I possibili aggiustamenti per rientrare all'interno dei parametri di riduzione del deficit potrebbero comportare la necessità di reperire circa €10bn all'anno di risorse finanziarie aggiuntive. La situazione politica in Europa con le elezioni legislative in Francia a fine giugno / inizio luglio rendono possibile una fase di incertezza nel breve.

Nelle prossime settimane, dopo le elezioni in Francia, entreranno nel vivo anche le discussioni per le nomine degli organi europei e si avrà maggiore visibilità sul grado di flessibilità della nuova Commissione sul tema del rispetto dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Un eccesso di volatilità potrebbe inoltre spingere la BCE ad intervenire anche se l'attivazione del piano TPI non è immediata e l'orientamento dichiarato della BCE è quello di procedere con il piano di riduzione del piano straordinario di investimento in titoli PEPP (calo di €7.5bn al mese a partire da luglio) e con la conclusione dello stesso a fine 2024.


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