ITALIA - Shopping List per il 1Q 2026: la geopolitica la fa da padrona
Finanziari ancora con il vento in poppa

Photo by claudiodivizia/Getty Images
Fatto
Pubblichiamo la Shopping List per il primo trimestre 2026.
La stagione dei risultati è appena iniziata e si intensificherà a fine aprile e fino a metà maggio
Effetto
Nel primo trimestre 2026 i mercati finanziari hanno reagito alle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente senza mostrare segni di panico.
Nonostante fasi di forte incertezza, gli indici azionari hanno dimostrato resilienza: il FTSEMIB è uno dei pochi grandi indici in territorio positivo dall’inizio del conflitto con l’Iran (27 febbraio), secondo solo al Nasdaq. Il comparto energy è stato il principale outperformer, mentre si sono registrate prese di profitto su finanziari e titoli ciclici.
La tenuta dei mercati suggerisce una fiducia degli investitori in una risoluzione negoziata dei conflitti e in un impatto economico limitato, simile a quanto avvenuto durante le incertezze legate ai dazi nell’aprile 2025.
Utili attesi e valutazioni: Le aspettative sugli utili mostrano forti divergenze settoriali.
Energy: revisioni al rialzo degli utili grazie all’aumento delle stime sul prezzo del petrolio.
Industriali e consumer: rischi al ribasso legati a un possibile rallentamento dei consumi, parzialmente mitigabili da una buona flessibilità sui costi.
Società con pricing power: rimangono favorite in termini di momentum degli utili.
Finanziari: pur esposti alla volatilità dei mercati, beneficiano di tassi elevati e di una qualità degli attivi ancora solida; gestori e assicurazioni traggono vantaggio da flussi netti positivi e da trend di investimento favorevoli.
Utilities: aspettative miste, con fattori positivi e negativi che potrebbero in parte compensarsi.
Aspettative sui risultati primo trimestre 2026 e preferenze settoriali: le dinamiche di mercato dovrebbero continuare a essere guidate da geopolitica e macroeconomia.
Il recente storno è visto come un’opportunità di ingresso sui titoli finanziari, più che come un segnale di inversione del trend positivo in atto da tempo, grazie a solidi livelli di capitale, capacità di remunerazione degli azionisti e buone prospettive sulla crescita degli utili.
Sono attesi buoni risultati per banche e per asset gatherer.
L’aumento dei costi energetici penalizza consumers e industriali, ma risultano interessanti alcuni titoli del lusso e alcuni digital laggard.
Attese invece indicazioni miste dalle utilities e un avvio d’anno debole per il settore healthcare. Per maggiori dettagli vedere report in uscita.
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