Fincantieri, oggi ancora più forte nel mondo sottomarino
Le recenti acquisizioni sono coerenti con il programma di espansione nella parte del business più redditizia, il profilo finanziario resta solido: la borsa apprezza le novità

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Il campione europeo del subacqueo
Fincantieri sta diventando uno dei campioni europei del segmento sottomarino, la sua divisione attiva in questo ambito, potrebbe così guidare il re‑rating del titolo già dai prossimi trimestri.
L’annuncio di questa settimana di quattro acquisizioni mirate, rafforza infatti un ecosistema che integra la sensoristica, le capacità preesistenti di WASS nei siluri e nei sonar, la meccanica subacquea e le comunicazioni sottomarine basate sulla robotica.
Si amplia con l'operazione, un segmento che oggi vale un quarto dei ricavi della crocieristica ma ha una redditività superiore al 20%.
“L’obiettivo della società è diventare un orchestratore autonomo nel dominio sottomarino, con capacità che spaziano dalla robotica subacquea alle comunicazioni sottomarine wireless, dai sonar ai droni di superficie e ai servizi subsea”, afferma Antonio Gianfrancesco, Research Analyst di Intermonte. Queste scelte del management guidato dal CEO Pierroberto Folgiero, possono innescare una rivalutazione del titolo.
Struttura finanziaria solida
La nuova configurazione industriale si innesta su un profilo finanziario che regge bene allo sforzo dell'espansione.
A fronte di un utile lordo atteso crescere da 708 milioni di euro del 2026 a 1,2 miliardi nel 2029, l’indebitamento, pur in aumento nel 2027 per effetto delle operazioni straordinarie, viene assorbito dalla maggiore capacità di generare cassa. Il rapporto debito/Ebitda scende infatti da quasi tre volte nel 2026 a una volta e mezza nel 2029.
Il mercato si ricrede, dopo le delusioni
Il titolo è in rialzo di oltre il 20% dall'inizio del mese, mentre nella seduta di lunedì ha chiuso in rialzo dell'11% con volumi pari a 9,5 milioni di azioni, tre volte la media di chiusura di 3 milioni. A rafforzare il momentum è arrivato anche l’upgrade di Equita, che ha alzato la raccomandazione a buy e portato il target price a 15,5 euro.
Il titolo arriva a questa nuova fase dopo un anno complesso. Tra fine 2025 e inizio 2026 la performance è stata penalizzata da alcune commesse perse all’estero, dove la componente politica e i rapporti intergovernativi hanno avuto un peso determinante.
Negli Stati Uniti è stata cancellata una commessa da sei navi per ritardi nelle consegne, un episodio che ha alimentato la percezione di inaffidabilità nei tender internazionali.
Sul mercato domestico la visibilità resta limitata: il ciclo elettorale del 2027 rende complesso accelerare la spesa in difesa, con ordini promessi ma non ancora tradotti in contratti.
Il peso della politica
Per un gruppo a controllo pubblico come Fincantieri, la dimensione intergovernativa è parte integrante del business. Le commesse militari dipendono da relazioni tra Stati e da memorandum bilaterali con i partner governativi europei e globali. In questo contesto, la competitività industriale non è l’unico fattore: la stabilità delle relazioni diplomatiche, il peso politico del Paese e la credibilità del sistema‑Paese incidono direttamente sull’esito delle gare. È un elemento che gli analisti hanno richiamato più volte nel 2025–2026, quando la componente politica ha pesato quanto quella industriale.
Il quadro potrebbe cambiare nei prossimi mesi. Le acquisizioni sottomarine, finanziate con un esborso di circa 600 milioni nel 2026 e già coperto da risorse disponibili, senza aumentare la spesa industriale né modificare il piano degli investimenti, permettendo al gruppo di presentarsi come player completo nel dominio subacqueo con una disciplina finanziaria più solida rispetto al passato.
Inoltre, la nuova tendenza europea a riportare in casa parte degli approvvigionamenti militari, emersa anche dagli accordi annunciati al summit NATO in corso ad Ankara, potrebbe favorire la filiera difesa locale e aumentare le opportunità per i campioni nazionali. “In questo contesto, alcune gare europee potrebbero sbloccarsi, con maggiori probabilità nel Sud Europa”, commenta Gianfrancesco.
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

