FINCANTIERI - Joint Venture con KAYO in Albania

Fincantieri e KAYO firmano una joint venture in Albania (51%/49%) per la costruzione e la manutenzione navale

Autore: Redazione
Inquadratura aerea di una nave cargo in mare, che mostra i container ordinati sul ponte e il movimento dell’acqua intorno.

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Fatto

Fincantieri ha annunciato la firma di un Joint Venture Agreement con KAYO, società controllata dal Ministero della Difesa albanese, per la costituzione di una Joint Venture attiva nella costruzione e manutenzione di unità navali in Albania.

La Joint Venture sarà partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da KAYO e opererà come prime contractor per i programmi della Marina albanese, oltre a cogliere opportunità nel mercato export.

Per unità inferiori agli 80 metri, Fincantieri manterrà il ruolo di prime contractor, con il cantiere di Pashaliman come sito produttivo di riferimento. L’iniziativa prevede la modernizzazione del cantiere locale e un target di circa 10 unità nel periodo 2026-2030, in linea con la domanda nel segmento OPV (Offshore Patrol Vessel).

Effetto

Valutiamo l’annuncio strategicamente rilevante perché conferma il focus sul segmento naval defense e l’espansione della presenza industriale del Gruppo.

Stimiamo un potenziale complessivo nell’ordine di circa euro 1,5 miliardi (circa 10 OPV da circa euro 150-160 milioni ciascuna).

Il progetto consente a Fincantieri di posizionarsi come prime contractor in un nuovo mercato ad alto potenziale, caratterizzato da rapporti consolidati a livello intergovernativo, sfruttando minori capex e costo del lavoro più competitivo, oltre a garantire maggiore flessibilità produttiva su unità di piccola/media dimensione con tempi di costruzione più rapidi.

L’operazione rafforza inoltre il presidio strategico nell’Adriatico, area sempre più rilevante dal punto di vista geopolitico e industriale, e crea una piattaforma potenzialmente scalabile anche per export verso Paesi limitrofi. In questo senso, pur non essendo un driver di breve periodo, rappresenta una mossa coerente con la strategia di espansione commerciale e produttiva nel naval defense e di costruzione di un footprint industriale più articolato.

Riteniamo che l’iniziativa, di dimensioni economiche contenute e non compresa nel target dei circa euro 5 miliardi di ordini difesa attesi nel breve, non abbia un impatto significativo sui principali target societari.



Azioni menzionate

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