FINCANTIERI - Intervista a Folgiero
Fincantieri guarda al nucleare navale di nuova generazione come possibile discontinuità tecnologica

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Fatto
In un’intervista al Corriere della Sera, l’Amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha confermato che il gruppo sta studiando da tempo l’applicazione del nucleare di quarta generazione in ambito navale, in particolare su navi mercantili, in collaborazione con la Marina Militare nell’ambito del progetto Minerva e con partner come Ansaldo Nucleare e Newcleo.
Secondo Folgiero, una nave alimentata da mini-reattori potrebbe navigare per 20-25 anni senza rifornimento, riducendo in modo significativo l’impatto ambientale. Le tecnologie allo studio includono reattori raffreddati a piombo, con possibili primi test in mare indicativamente all’inizio del prossimo decennio.
Effetto
Il contesto del nucleare conferma la direzione strategica di Fincantieri verso tecnologie abilitanti ad altissima complessità, dove il gruppo può provare a differenziarsi rispetto alla cantieristica asiatica più orientata ai volumi.
Il punto non è tanto immaginare oggi ricavi da navi nucleari, quanto leggere il tema come parte della stessa traiettoria industriale futura spostando anche nel cruise Fincantieri da costruttore di piattaforme a integratore tecnologico di piattaforme navali complesse.
Il nucleare navale resta quindi opzionalità di lungo termine, non catalyst di breve, ma rafforza il messaggio del Piano: più tecnologia proprietaria, più barriere all’ingresso e maggiore esposizione a segmenti dove Europa e Italia possono ancora competere non sul costo, ma sulla complessità industriale.
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